Escludere le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della relazione affettiva con la vittima, contestate dalla procura di Roma, e riconoscimento delle attenuanti generiche.
Sono queste le richieste della difesa di Mark Samson, reo confesso dell’omicidio della sua ex fidanzata, Ilaria Sula, uccisa il 25 marzo dello scorso anno nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano, con tre coltellate al collo e abbandonata in una valigia in fondo a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina.
”Samson ha reso dichiarazioni contraddittorie tra di loro, ma dopo l’arresto ha portato gli operanti sul luogo dove aveva lasciato il cadavere di Ilaria. Ha avuto un atteggiamento collaborativo in sede di indagini e in sede dibattimentale” ha detto nella sua arringa l’avvocato Alessandro Pillitu, che insieme a Paolo Foti difende Samson.
A proposito della premeditazione: “Samson è indubbiamente colpevole e deve pagare – ha detto l’avvocato Foti – ma il suo è stato un delitto d’impeto, legato a una rabbia collerica scoppiata nella sua mente già intossicata. Le esigenze di verità e giustizia – ha detto il legale rivolgendosi alla corte – siano legate a quella del recupero sociale che non può essere negato a nessuno”.
La sentenza il prossimo 27 ottobre
Per quella data sono previste le repliche della procura e dell’avvocato della giovane. Quel giorno è prevista anche la sentenza di primo grado.
I difensori di Mark Samson hanno anche chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche connesse “all’età, all’incensuratezza, ma anche perché ha cercato di fornire elementi utili a ricostruire questa tragica vicenda”.
Al termine l’udienza è stata aggiornata ad ottobre per le repliche e la camera di consiglio.
I genitori di Ilaria: “Vogliamo la verità”
Per la famiglia di Ilaria Sula, assistita dall’avvocato Giuseppe Sforza, all’esterno dell’aula bunker ha parlato la mamma della ragazza, Gezime: “Chiediamo solo la verità, vogliamo sapere perché ha fatto tutto ciò. Soffriamo ogni istante”.
”Oggi è stata dura perché anche Ilaria ancora non sta in pace lassù se non si sa tutta la verità. Samson dica la verità, perché l’ha fatto”. Così la madre di Ilaria Sula, al termine dell’udienza.
Sempre fuori dal tribunale il papà di Ilaria Sula, Flamur, ha avuto uno scambio con l’avvocato Foti, uno dei due difensori di Samson. Quest’ultimo ha sottolineato, fra le altre cose, “l’impeccabile, ammirevole condotta processuale della famiglia di Ilaria”.
La procura di Roma ha chiesto per l’imputato, Mark Samson, l’ergastolo, mentre la difesa, attraverso i suoi legali, ha chiesto che vengano riconosciute le attenuanti generiche, e che vengano escluse le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti e futili, e della relazione affettiva, contestate dalla procura.
La stele in ricordo di Ilaria Sula realizzata a Capranica, nel luogo dove è stato trovato il corpo massacrato della ragazza (Lcc)