“La forza del calcio è sempre risieduta nella sua capacità di fare sistema, di restare unito. Oggi chiediamo che questa unità venga finalmente onorata, promuovendo una leadership che si metta al servizio del movimento calcistico, anziché tentare di imporvisi come potere dominante”. Con queste parole, UEFA, CONCACAF e AFC hanno lanciato un monito netto e senza ambiguità, rivolto alle recenti condotte della FIFA e, in particolare, al suo presidente Gianni Infantino, in una lettera aperta firmata dai presidenti delle tre confederazioni: Aleksander Ceferin (Europa), Salman Bin Ibrahim Al Khalifa (Asia) e Victor Montagliani (Nord e Centro America e Caraibi).
Le tre confederazioni si sono poi espresse nuovamente sul recente piano, tramontato, di Infantino di privatizzare il Mondiale. “La leadership nel calcio non è un possesso, non si tratta di detenere o pretendere il potere. E’ un dovere di servizio verso la famiglia del calcio che glielo affida. Quando la fiducia viene tradita con l’inganno, quando un individuo si pone al di sopra del collettivo che gli ha affidato l’autorità, quel dovere viene meno
Parigi, UEFA conference annuale, Infantino e Ceferin (Gettyimages)
03/02/2025
Il messaggio di fondo è chiaro: “Il calcio rappresenta la più grande passione condivisa a livello globale. Non appartiene a un singolo individuo né a una singola istituzione: appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle federazioni nazionali e a tutte le organizzazioni chiamate a proteggerne il futuro”.
È con questo spirito di responsabilità collettiva che le tre confederazioni hanno scelto di parlare insieme, sottolineando come i progressi degli ultimi dieci anni, pur reali e tangibili, non siano mai stati il frutto dell’opera di una sola persona, ma il risultato di un lavoro condiviso tra FIFA, confederazioni continentali, federazioni affiliate e migliaia di operatori che dedicano la propria vita allo sport.
L’ampliamento dei tornei, l’assegnazione dei Mondiali 2030 e 2034, così come la ridefinizione dei criteri di distribuzione delle risorse, sono stati traguardi “concordati insieme, discussi collettivamente e realizzati in comune”. Le tre confederazioni precisano che non si tratta di mettere in discussione queste scelte né di rinegoziarle, né tantomeno di contestare l’espansione delle competizioni o le decisioni già assunte in sede FIFA. Non è nemmeno una questione puramente economica: le confederazioni hanno già chiesto una distribuzione responsabile delle ingenti riserve della FIFA, affinché si possano rafforzare ulteriormente gli investimenti nello sviluppo delle federazioni affiliate e dei rispettivi ecosistemi calcistici. Il cuore del messaggio è più profondo e strutturale: “Si tratta di difendere l’integrità del gioco e di chi è stato eletto per guidarlo”.

Gianni Infantino (Ansa)
In altre parole, UEFA, CONCACAF e AFC pongono al centro il rispetto delle regole, la trasparenza dei processi decisionali e la tutela della fiducia che lega istituzioni, attori del calcio e tifosi. Quando la fiducia viene incrinata da condotte percepite come opache o unilaterali, il rischio è che a pagarne il prezzo sia proprio il bene comune rappresentato dal calcio.
Per questo le tre confederazioni chiedono che la governance del calcio torni a essere un esercizio di servizio, fondato sul dialogo, sulla responsabilità e sul riconoscimento del ruolo di tutte le componenti del sistema, affinché la leadership sia al servizio del calcio e non cerchi di dominarlo
