La Procura di Pavia ha disposto una consulenza psichiatrica nei confronti di Andrea Sempio nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

Il compito è stato affidato a Roberto Catanesi, medico psichiatra, il quale dovrà accertare “l’eventuale sussistenza” per il 37enne “di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai  fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione”.

E ancora “la presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di  imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati;  l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale. Le determinazioni assunte sono volte ad assicurare una ricostruzione quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata della vicenda” si legge in un comunicato della Procura di Pavia.

 

 

 

La nota della Procura di Pavia

Il procuratore Fabio Napoleone scrive che, “a seguito del deposito, da parte della difesa dell’indagato Andrea Sempio, di plurime consulenze tecniche intervenute nel breve arco temporale decorrente dalla notifica” della chiusura dell’inchiesta, il 7 maggio, per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, “e considerato che i termini delle indagini preliminari risultano tuttora pendenti (con scadenza fissata al 28 settembre 2026), si è ritenuto opportuno disporre ulteriori accertamenti”. Ossia delle indagini integrative: si allontana, dunque, la fase dell’eventuale richiesta di processo.

 

“In particolare – spiega la Procura – è stato disposto che consulenti tecnici del Pubblico Ministero, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell’affidabilità scientifica”. 

Si tratterebbe, quindi, di controdeduzioni da parte dei consulenti dei pm rispetto alle consulenze depositate dalla difesa del commesso.
“Contestualmente, nell’ottica di garantire la completezza e l’approfondimento delle indagini – si legge ancora – è stato nominato il Prof. Roberto Catanesi, medico psichiatra, quale consulente tecnico”. A lui sarà “messo a disposizione il compendio documentale relativo ad Andrea Sempio, previa formulazione dei relativi quesiti”. 

L’incarico è finalizzato alla “acquisizione di specifiche valutazioni tecnico-scientifiche, necessarie per accertare: l’eventuale sussistenza, in capo all’indagato, di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione”; la presenza “di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati”; e infine la “eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale”.
Le determinazioni assunte, spiega Napoleone, “sono volte ad assicurare una ricostruzione quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata della vicenda”.

I 21 elementi che per l’accusa indicano la colpevolezza di Sempio

Sono 21 in totale, come risulta dagli atti della Procura di Pavia, gli “elementi” ritenuti dall’accusa utili per provare la colpevolezza di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. 

Tra questi i pm indicano le sue bugie sulle “tre telefonate fatte a casa Poggi” pochi giorni prima dell’omicidio, le sue ricerche sul web sul tema del Dna e sul processo a Alberto Stasi nel 2014, i “soldi” reperiti “per pagare gli investigatori” della prima indagine a suo carico nel 2016, le versioni “mendaci” a verbale, il suo Dna sulle unghie della giovane, l’impronta palmare 33, i soliloqui in cui menzionerebbe i video intimi.
Tra questi 21 elementi elencati alcuni riguardano, in sostanza, punti diversi di stessi temi di indagine, come quello della traccia del palmo della mano riconducibile, per l’accusa, a Sempio, o gli audio captati da una microspia nella sua auto.
Poi, tra le altre cose, viene messo in luce dalla Procura anche che “Sempio non ha un alibi” per quella mattina del 13 agosto 2007 e che, dopo il delitto, “è tornato sulla scena del crimine per ben due volte”. Tutto ciò oltre al suo profilo di persona “ossessionata dal sesso violento”. 

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