Ad uccidere Chiara Poggi, è l’ipotesi della procura di Pavia, non sarebbe stato Alberto Stasi, l’allora fidanzato della giovane che sta finendo di espiare 16 anni di carcere, ma Andrea Sempio, ai tempi 19 anni e amico del fratello della vittima. Quella che emerge dagli atti finali dell’inchiesta è una nuova ricostruzione per il delitto. 

Ed è seguendo questo filone d’indagine che oltre a Sempio sono state convocate oggi come testimoni le sorelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi e sarà sentito anche Marco Poggi, il fratello della vittima. Secondo gli investigatori a scatenare il delitto sarebbe stato un rifiuto ad un approccio a cui l’uomo, allora ragazzo, avrebbe reagito infierendo sulla giovane donna con un oggetto contundente: almeno 12 colpi al volto e sulla testa.   

I legali di Sempio: “Non risponderà a pm”

Andrea Sempio si avvarrà della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio previsto per domani a Pavia. Lo comunicano i suoi legali. In una nota i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia spiegano di avere conferito un incarico a uno psicoterapeuta per una consulenza personologica su Sempio ritenuta indispensabile prima di sottoporsi all’interrogatorio. “Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo, vieppiù considerato che il fascicolo delle indagini oltre che incompleto non è ancora visionabile – si legge nel comunicato – atteso che proprio ieri, all’esito della riunione, abbiamo conferito incarico ad uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica sul nostro assistito, tramite sottoposizione dello stesso ai canonici test all’uopo usualmente utilizzati (anziché ricorrere ai frammentari dati documentali del fascicolo), essendo questi presupposti ritenuti dal pool opportuni prima dell’eventuale sotto posizione di Andrea Sempio ad interrogatorio, preannunciamo che si avvarrà della facoltà di non rispondere, riservandoci di chiedere eventualmente di procedere a detto incombente dopo i predetti atti”.

Audizioni delle gemelle Cappa, arrivata Paola, nel pomeriggio sarà la volta di Stefania

È arrivata prima delle 11 nella caserma Montebello dei Carabinieri, a Milano, Paola Cappa, una delle due cugine di Chiara Poggi, che sarà sentita come teste nel nuovo filone d’indagine sul delitto di Garlasco. La testimone è stata fatta entrare in modo riservato eludendo i giornalisti. 

Stefania, invece, potrebbe essere sentita nel pomeriggio, in un orario ancora da definire.

Le deposizioni delle gemelle Cappa, ai tempi passate alla ribalta delle cronache per il noto fotomontaggio lasciato davanti all’ingresso della villetta di via Pascoli e mai indagate, serviranno per alcuni approfondimenti sulla vita di Chiara nei giorni prima del delitto e per capire, come aveva indicato Paola nel 2007 parlando di “pista passionale”, se fosse stata bersaglio di avances rifiutate. E ciò per cercare di avere un riscontro sul movente contestato a Sempio. Tutto questo per chiudere il cerchio della nuova indagine e aprire la strada a una richiesta di revisione del processo che presto verrà presentata da Stasi alla Corte d’appello di Brescia.

I due giorni di attività istruttoria preludono alla chiusura delle indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, la cui difesa passa al contrattacco. 

Sempio, negli ultimi giorni, è finito ancor più nell’occhio del ciclone perché è emerso che fosse un utente del blog per seduttori ‘Italian Seduction Club’ con il nickname di ‘Andrea S’ dove avrebbe postato oltre 3mila messaggi fra 2009 e 2016, dove faceva riferimento all’ossessione per una ragazza “tra i 18 e i 20 anni”, che gli avvocati escludono fosse Chiara Poggi.

Questo tentativo di mostrizzarlo ha proseguito l’avvocato – è fondato sulla sua partecipazione a un forum che nulla ha a che vedere né con l’omicidio né con la possibilità di ascrivere ai post di Andrea Sempio una personalità allineata con l’ipotesi che abbia commesso quell’omicidio“.

Difesa Sempio: “Ragazza in chat non è Chiara, valutiamo se chiamarla come teste” qualora ci sia un processo. “Non era un’ossessione ma una cotta”

Non è escluso che la difesa di Andrea Sempio possa chiamare a testimoniare la ragazza di cui il 38enne, commesso in un negozio di telefonia, avrebbe scritto nel forum.

Che l’autore di frasi come “Nessuna ha mai avuto quell’impatto dirompente nella mia vita”, comparse nel forum citato, fosse Sempio, lo hanno confermato i suoi avvocati, Liborio Cataliotti e Angela Taccia ma spiegano che non si riferisse a Chiara. L’avvocata, inoltre, essendo amica di sempre del suo assistito, ed avendo avuto le stesse frequentazioni, dice di saper bene chi sia la ragazza in questione.

Intervenendo nel programma condotto da Gian Luigi Nuzzi l‘avvocata del 38enne, Angela Taccia, ha spiegato che la giovane a cui alludeva il suo assistito fosse un’adolescente più giovane di loro. 

La difesa sottolinea anche che si sarebbe trattato di una semplice “cotta” e non di vera ossessione. 

Nel 2014, sette anni dopo l’omicidio di Garlasco, Sempio scriveva: “Mi sono innamorato solo una volta e, l’ho capito nel tempo, ero innamorato di una fantasia più che della ragazza in sé. Infatti la conoscevo appena“. Nello stesso periodo ‘Andrea S.’ “si lasciò andare a una riflessione sullo stupro“, riferiscono alcuni quotidiani: “Razionalmente può essere un orrore ma, dal punto di vista di biologia, evoluzione e riproduzione, è una dimostrazione pratica della forza del maschio.

La difesa, per ora, non ha atti a sufficienza per poter ribattere ai pubblici ministeri: ha l’esito della perizia genetica e dattiloscopica e dell’esame antropometrico. Esame quest’ultimo che hanno sempre sostenuto gli avvocati, dimostra l’impossibilità della presenza di Sempio sulla scena del crimine. Ciò perché le impronte delle suole a “pallini” di scarpe numero 42, che inquirenti e investigatori ritengono siano state lasciate dell’assassino, sono incompatibili con le sue proprio perché lui calza il 44.

Il suo ex legale, Massimo Lovati, gli consiglia di “non presentarsi spontaneamente, ma solo se sarà disposto l’accompagnamento coattivo”. Senza entrare nel merito delle posizioni di accusa e difese sugli indizi già noti, c’è da interrogarsi sulla mossa dei pubblici ministeri, guidati da Fabio Napoleone, noto per essere un magistrato di molta esperienza ed anche prudente: la convocazione in procura da un certo punto di vista potrebbe apparire superflua in quanto, dopo l’avviso di conclusione indagini con la discovery, Sempio ha la facoltà di chiedere l’interrogatorio. In realtà è probabile che questa possa essere una strategia che punta sull’effetto sorpresa: metterlo di fronte a tutti gli elementi raccolti, uno in fila all’altro, per sondare la sua reazione soprattutto, nel caso in cui ci siano riscontri rimasti coperti dal segreto istruttorio, che non si conoscono, e che fondano l’ipotesi che indica lui come l’assassino di Chiara e il movente del “rifiuto”.

Se così non fosse, l’invito a comparire, è comunque un atto formale per chiudere il cerchio dell’indagine in modo che nessuno, tra le fila della difesa, possa dire che il 38enne non sia stato sottoposto ad esame nella fase preliminare.

Quanto a lui, anche se non si sa ancora quale sarà la sua scelta, lo scenario più sensato che si può prefigurare è presentarsi dagli inquirenti per poi avvalersi della facoltà di non rispondere. A stretto giro di posta le indagini verranno chiuse e gli atti depositati alle parti

Il messaggio sulla “one itis”

L’avvocato di Sempio, per sottolineare come la ragazza della chat non fosse Chiara, fa due esempi: il primo riguarda una citazione apparsa in un intervento del suoi assistito che si riferiva a un caso di revenge porn degli inizi degli anni 2000 assolutamente noto alle cronache – ha spiegato Cataliotti – che riguardava una ragazza ben diversa dalla vittima. Il secondo esempio riconduce a quando Sempio parlava di una “passione per una ragazza”:  solo la lettura del prosieguo dei post rispetto a quello rappresentato mediaticamenteconsente di capire molto chiaramente che non si trattava di Chiara Poggi, ma di una barista di una birreria”

Il messaggio reso noto dall’avvocato è del 15 agosto 2012 alle 21.20: “Allora one itis disastrosa per una barista di una birreria, palo secco, mi dò da fare miglioro e tanto”.

La difesa: un forum di ragazzi timidi e introversi, cercavano maestri di seduzione

Cataliotti ha spiegato, in un video, che quel forum ospitava dei post “di ragazzi timidi, introversi e con difficoltà nell’approcciarsi nel rapporto con ragazze. Il tentativo era di affidarsi a, chiamiamoli maestri, che potessero insegnare a vivere rapporti interpersonali e comunque di seduzione con le ragazze  con il modello dell’uomo macho, che rifugge da ogni tentativo o tendenza a rendere sentimentale la relazione”.

“Il risultato, talvolta, dal mio punto di vista e del nostro pool” difensivo “era addirittura ridicolo e tutt’altro che volto a rappresentare i partecipanti al forum come dei potenziali assassini o potenziali violentatori”.

Oltretutto – ha proseguito il legale – i singoli post che su alcuni giornali o siti sono stati esaltati come rappresentativi di una possibilità di movente  di Sempio rispetto all’omicidio, in realtà non riguardano minimamente Chiara Poggi” .

La Russa: “Alla fine non ci sarà un colpevole”

“Alla fine non ci sarà un colpevole”, è la convinzione del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha partecipato a Milano alla presentazione del libro L’impronta di Giancarla Rondinelli di cui ha curato la prefazione. Cinque processi per Alberto Stasi, ora l’inchiesta su Andrea Sempio, ma “se non venti, ci vorranno altri quindici anni e io non ci sarò più ma ricordatevi le mie previsioni”.

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