Il caso della morte del giudice Francesca Ercolini, 51 anni, trovata senza vita il 26 dicembre 2022 nella sua abitazione di Pesaro – inizialmente archiviato come suicidio per impiccamento – oggi è al centro di una complessa inchiesta per omicidio condotta dalla Procura dell’Aquila, competente per i magistrati marchigiani.

Il caso è stato riaperto con l’ipotesi di reato di omicidio e sei persone risultano indagate a vario titolo – tra cui il marito, un medico legale e membri delle forze dell’ordine – per presunti depistaggi, falso ideologico e violazione del segreto istruttorio. 

L’autopsia pone seri dubbi sul fatto che la magistrata si sia suicidata

A quasi quattro anni di distanza dalla sua morte, l’incidente probatorio, che si è svolto oggi a Roma, apre dunque la strada a nuove piste. La perizia di 450 pagine, già depositata dal professor Vittorio Fineschi che ha eseguito l’autopsia, pone seri dubbi sul fatto che la magistrata si sia suicidata.

Gli elementi che destano sospetti

Sono almeno un paio gli elementi che destano sospetto. In primis i segni sul collo della donna non sarebbero compatibili con quelli che avrebbe dovuto lasciare la striscia di seta trovata  annodata alla ringhiera della scala interna della casa. E poi la scena ricostruita nella casa di Pesaro potrebbe essere stata simulata.

La versione più verosimile, secondo chi indaga, sarebbe quella di uno strangolamento ma sulla compatibilità dei cavi delle lampade ritrovate nella casa di viale Zara non ci sarebbe unanimità di vedute. Lo stesso Fineschi avrebbe chiesto un approfondimento per fare delle misurazioni più precise. 

Scientifica tornerà nella casa dove è stato ritrovato il corpo

Nei prossimi giorni gli esperti della scientifica torneranno nella casa di Pesaro dove la Ercolini fu trovata senza vita. Una volta conclusi i nuovi accertamenti tecnici, le parti torneranno a confrontarsi, stavolta davanti al gip Marco Billi. L’udienza è fissata a L’Aquila per il 22 settembre.

Ercolini, originaria di Campobasso, stando ad una prima ricostruzione, si sarebbe tolta la vita impiccandosi con la striscia di stoffa appesa alla ringhiera della scala interna del suo appartamento. L’avrebbero trovata così il marito, l’avvocato pesarese Lorenzo Ruggieri, e il figlio all’epoca sedicenne. Il corpo del magistrato è stato riesumato un anno fa dal cimitero di Riccia, in provincia di Campobasso, e da allora si trova a Roma. 

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