Gli spiriti da Oscar di Colin Farrell, Bautista e l’Apocalisse, Asterix e Obelix contro Ibra: i film al cinema e in streaming

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GLI SPIRITI DELL’ISOLA (THE BANSHEES OF INISHERIN). Nelle sale

Eccolo qui, il film che avrebbe dovuto vincere il Leone d’oro alla Mostra di Venezia 2022 e, statene certi, si far onore nella Notte degli Oscar il 12 marzo forte com’ di 9 candidature. Gli spiriti dell’isola (titolo originale, The Banshees of Inisherin) era allora il film pi sorprendente, profondo, godibile di un prestigioso concorso poi vinto da Tutta la bellezza e il dolore – All the beauty and the bloodshed di Laura Poitras. Il primo atout de Gli spiriti dell’isola consiste nel fatto che il regista Martin McDonagh, dopo il successo del pluripremiato Tre manifesti a Ebbing, Missouri, sceglie di cambiare epoca, registro, ambientazione e compie un triplo salto mortale, raccontandoci che la vita un inafferrabile incidente, anche sulla costa occidentale dell’Irlanda devastata dalla Guerra Civile, anno domini 1923.
L’isola Inisherin, sperduto avamposto sulle verdi scogliere abitata da un’esigua comunit di pastori e piccoli allevatori sparsa in case di pietra tanto trendy (oggi) quanto spartane e scomode (ieri). I punti di riferimento del villaggio sono una minuscola chiesa cattolica e un pub-saloon che l’unico ritrovo del posto, ogni sera allietato dal violino di Colm Doherty (Brendan Gleason), l’amico inseparabile di Padraic Suilleabhain (Colin Farrell).
Padraic il fratello della casalinga – guerriera – suffragetta Siobhan (Kerry Condon). Un uomo buono e gentile, un po’ noioso, in soggezione con le donne, e per questo mai maritato, con un debole per un’asinella che gli vive in casa. Intorno a Padraic e Siobhan, si muove una colorata corte dei miracoli: 1) il disturbato Dominic Kearney (Barry Keoghan), povera anima oggetto di molestie da parte del padre poliziotto cattivo, 2) l’oste che vende pinte di birra ed il giudice involontarie di risse, sbronze e cattivi costumi, 3) la negoziante pettegola che serve meglio chi le porta notizie con cui poi sparlare e 4) quella strega della signoria McCormick che predice disgrazie aggirandosi nei prati vestita di nero come le prefiche.
Il patatatrac arriva come un fulmine quando Colm decide di tagliare i ponti con Padraic: non vuole pi rivolgergli la parola perch deve comporre musica e non pu perdere tempo. Niente di personale, ma i due non possono pi essere amici, dice Colm: ognuno vada per la sua strada. Padraic cade dalle nuvole e non si d pace. Che gli hai fatto, Padraic? Avete litigato?. Forse non gli vai pi a genio. La spinosa questione diventa un’ossessione, tanto che Colm s’infuria e promette: Ogni volta che mi rivolgerai la parola, mi taglier un dito. Anche la piccola Inisherin avverte che il mondo sta cambiando e c’ chi s’adegua e chi no.
Colm vittima di una virile depressione che lo spinge a chiudere i conti con il prossimo. Padraic un uomo tranquillo che vede crollare tutte le sue certezze: persino la sorella, il vero maschio di casa, decide di lasciare l’isola dove i rapporti si sono fatti malsani. Gli spiriti dell’isola dunque un elogio dell’amicizia nonch una metafora della guerra civile (che spesso non ha un vero perch) e dello sprofondo del Novecento. Il dramma si stempera nell’umorismo / umor nero mentre, soprattutto nella prima parte, la disperazione irish di Colm prende rilievo con efficacia. Il rumore dei cannoni attraversa il mare e le coscienze creando un’atmosfera nervosa, surreale, dolorosa.
Colm sta tutto il giorno nella sua casetta sul mare a pensare a ripensare alla morte, al destino, al tempo che gli resta da vivere e a come riempire i giorni con azioni di qualit, la musica in primo luogo. McDonagh leggero e profondo, primordiale e lungimirante. Farrell e Gleeson tornano a lavorare con lui dopo In Bruges – La coscienza dell’assassino (2008) e sono magnifici in quel battibecco esistenziale che a tutta prima sembra la baruffa di due svitati brontoloni e poi diventa drammatico, mistico-esoterico, definitivo, persino horror. Il tutto costruito sui cinque sensi e sul chiasso dei pensieri neri, con due convitati di pietra: il mare d’Irlanda e un’ombra che sembra uscita dal Settimo sigillo di Ingmar Bergman, la nera signora che tutti si porta via.

GLI SPIRITI DELL’ISOLA di Martin McDonagh
(Irlanda-Gran Bretagna-Usa, 2022, durata 114’)

con Colin Farrell, Brendan Gleeson, Kerry Condon, Barry Keoghan, Pat Shortl, Gary Lydon, Sheila Flitton
Giudizio: **** su 5
Nelle sale

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