«Grazie per le vite che hai arricchito»- Corriere.it

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di Valerio Cappelli

La grande attrice celebra l’attore e regista nel giorno dei suoi settant’anni, ricordando il celebre «Robertoooo» con cui dichiarò la vittoria agli Oscar per «La vita è bella»

And the Oscar goes to…Era il 1999. Sophia Loren aprì la busta e, sventolandola, urlò con tutta la voce che aveva: Roberto!!! Benigni salì sul palco, arrivò come la grandine e disse a Sophia di voler essere cullato dalle onde della sua bellezza. Oggi Roberto Benigni compie 70 anni, e la diva ricorda quella serata leggendaria in cui fu lei a dargli l’Oscar. Due star, due glorie italiane che in gioventù erano nate povere, lui in Toscana, a Vergaio dove si trasferì da bambino con i genitori contadini; lei a Pozzuoli, dove aveva soltanto una leonessa accanto, sua madre, Donna Romilda, che «quando non c’era da mangiare, chiedeva l’elemosina, l’ho detto anche altre volte, arrivammo a Roma che non conoscevamo nessuno». In comune, Sophia e Roberto hanno la gratitudine verso i genitori, il babbo di lui e la mamma di lei, che hanno dato loro insegnamenti preziosi per un mestiere dove hanno conosciuto il dono dell’amore del pubblico.

Sophia, cosa ricorda della notte degli Oscar?

«Non dimenticherò mai la sua mitica reazione quando esclamai il suo nome. Cominciò a saltare su e giù dai sedili dell’Auditorium con l’innocenza, la spontaneità e il dinamismo che sono i tratti distintivi dei suoi film».

«Fu una serata memorabile. Come memorabile fu regalare a lui e a quel meraviglioso film l’Oscar. Ne prese due, come miglior regista straniero e migliore attore, oltre a quello di Nicola Piovani per la musica».

Ma quella corsa sui sedili del teatro di Hollywood…

«Fu comica, scavalcò in piedi le file che lo separavano da me, e mi corse incontro. Si sbracciava, ci abbracciammo per non so quanto tempo. Spielberg lo aiutò perché stava precipitando sulle teste delle star tutte agghindate e ingioiellate».

E il discorso di Benigni?

«Fu come lui, pieno di brio e di cultura, citò Dante, l’amor che move il sole e l’altre stelle. Diceva che tutto è legato all’amore. Io ero piena di ammirazione e di stupore, ringraziò i genitori per avergli dato il dono più grande, la povertà, e poi la dedica a sua moglie, Nicoletta Braschi. Un pensiero andò a chi aveva perso la vita perché potessimo dire che la vita è bella. Poi ci fu il suo videomessaggio al tributo che Hollywood organizzò nel 2011 per me».

«Che sono molto italiana, che quando mi muovo e cammino, è l’Italia che cammina. Ricordo tutte le sue magnifiche parole, disse che era come veder muoversi la Sicilia e la Lombardia, Firenze e Napoli, la torre di Pisa e il Colosseo, la pizza e gli spaghetti, Totò e De Sica. Era una poesia».

Cosa le ha lasciato La vita è bella?

«Beh, anche se ero grandicella ho iniziato a vedere il mondo attraverso i suoi occhi. Gli occhi di un creatore visionario, pieno di fantasia, di emotività, di una intuizione sfrenata».

Ma cosa pensa davvero di Benigni?

«Quando l’ho incontrato la prima volta sono stata subito toccata e ispirata dalla sua abilità artistica e creativa, è proprio un giocoliere della fantasia, ma anche dalla sua profonda umanità. Cone dice lui, la vita è bella anche nei momenti peggiori».

«La notte degli Oscar è qualcosa che bisogna vivere. Quando vinsi per La ciociara, nel 1962, ricevetti la notizia a Roma. Ero lontana dall’idea di vincere che rimasi a casa. Rileggevo i nomi delle altre candidate, Audrey Hepburn, Natalie Wood, Geraldine Page, Piper Laurie. E mi dicevo, ma scherziamo? Poco prima dell’alba, squillò il telefono, rispose Carlo (Ponti, suo marito) e cominciò a gridare il mio nome. Dall’altra parte della cornetta c’era Cary Grant che urlava: Sophia, hai vinto!>. Ero in camicia da notte e inizia a ballare per la stanza. Il teefono non smetteva di squillare, arrivò De Sica, mia madre diceva, Sophia, sto sognando?».

Poi ci fu la seconda volta.

«Nel 1991, era l’Oscar alla carriera. Un groppo alla gola per l’emozione, la sensazione di non riuscire a parlare, ma avevo convissuto con l’idea di salire sul palco e arrivai preparata».

Signora Sophia, vuole mandargli gli auguri tramite il Corriere?

«Ma certo! Buon compleanno, Roberto, a nome di tutte le vite, come la mia, che arricchisci attraverso la tua arte. Posso concludere mandandogli una dedica, come se fosse una lettera?».

27 ottobre 2022 (modifica il 27 ottobre 2022 | 10:50)

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