Dopo la condanna a 4 anni di reclusione per evasione fiscale e autoriciclaggio per Irene Pivetti arrivano le motivazioni.

Nelle 46 pagine della quarta sezione penale della Corte d’Appello di Milano si legge che l’ex presidente della Camera ha “portato avanti un proposito criminoso per lungo tempo, adottando comportamenti capziosi” per “precostituirsi postume giustificazioni” e creare “un meccanismo che le consentisse il trasferimento di ingenti somme di denaro senza mai ravvedersi del suo operato e senza neppure porlo in discussione”, con “elevata intensità del dolo”. E, poi, ha tentato “di giustificare l’ingiustificabile”, cercando “escamotage per depotenziare i propri illeciti”.

Pivetti è stata condannata nell’ambito di un’inchiesta su operazioni commerciali, datate 2016, per circa 10 milioni di euro. Operazioni relative, in particolare, alla compravendita di tre Ferrari Granturismo che sarebbe servita per riciclare proventi frutto di illeciti fiscali.

Dopo la sentenza del 10 dicembre Pivetti si è detta innocente e ha annunciato che ricorrerà in Cassazione. 

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