
Non aveva ancora compiuto venti anni, Aurora Livoli, la ragazza trovata morta in un cortile di Milano due giorni fa, in via Paruta.
Due foto visibili sul suo profilo Instagram, nella bio “Ho Lucifero dentro di me” a far da contraltare a un suo primo piano in bianco e nero, il viso dolce ancora bambino, dei baci stampati sul volto, in uno scatto del 2024.
Nata a Roma, era stata adottata a sei anni da una coppia di professionisti di Fondi, in provincia di Latina. Il padre, titolare di un laboratorio odontotecnico a Monte San Biagio e la mamma, architetto, sono sotto choc.
Descritta come una ragazza molto intelligente, era già successo in passato che allontanasse da casa ma avvertendo sempre i genitori. Così come era avvenuto con l’ultimo contatto risalente allo scorso 26 novembre quando, al telefono, aveva detto: “Sto bene, non vi preoccupate, non torno a casa”. Aurora, che non aveva voluto dire dove si appoggiasse per dormire, si era diplomata lo scorso anno all’Itis Pacinotti di Fondi per poi iscriversi alla facoltà di Chimica alla Sapienza.
“L’abbiamo riconosciuta dalla postura. Poi siamo andati alla caserma dei carabinieri di Fondi e qui ci hanno mostrato una foto drammatica” ha raccontato ai giornalisti lo zio.
Aurora Livoli (Instagram Aurora Livoli)
Un forte disagio, ma rapporti ottimi con la famiglia
Che Aurora fosse una ragazza tormentata era noto alla famiglia che, infatti, aveva dovuto più volte affrontare i suoi dolorosi e volontari allontanamenti da casa. Tra le ultime mete, proprio quella di Milano, dove si temeva avesse iniziato a frequentare delle “cattive compagnie”. I genitori, ha raccontato sempre lo zio, avevano pensato nell’ultimo periodo di rivolgersi anche a un investigatore privato.
“Il suo è stato un allontanamento senza traumi, anzi quasi romantico. Se ne era andata di casa senza soldi, senza un cambio, ma alla base non c’erano stati litigi o problemi. In famiglia aveva tutto. Ma – continua – eravamo preoccupatissimi”.
Era parso chiaro, un mese fa, che Aurora non volesse trascorrere il natale con i parenti: i familiari hanno raccontato ai carabinieri di aver avuto il sospetto che fosse tornata di nuovo a Milano.
Gli ultimi fotogrammi con un uomo che le camminava vicino
Le condizioni in cui è stato trovato il cadavere, con il giubbotto adagiato sul corpo seminudo e altri capi d’abbigliamento, come slip e calze, sparsi nelle vicinanze, insieme alle ferite riscontrate, hanno fatto ipotizzare agli inquirenti che la ragazza possa essere stata aggredita prima di morire. L’autopsia dovrà anche fugare, o confermare, il dubbio che possa aver subito uno stupro.
I fotogrammi scattati dalle videocamere di sorveglianza di zona passate al vaglio degli investigatori, l’hanno vista camminare lungo la strada, con passo apparentemente tranquillo, non distante da un uomo alto e magro con un pile bianco. Lo stesso uomo è stato inquadrato un’ora dopo mentre percorre la stessa via anche in senso inverso, questa volta da solo. Forse i due si conoscevano, dato che più tardi si rivedono i due entrare dallo stesso ingresso del condominio.