Il caso Minetti era scoppiato dopo l’inchiesta del ‘Fatto Quotidiano’ che metteva in dubbio i presupposti in base ai quali l’ex consigliera regionale della Lombardia aveva ottenuto la grazia dal capo dello Stato, lei che anni fa finì alla ribalta per le famose cene nella villa di Berlusconi ad Arcore. Condannata a tre anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato. Al centro della richiesta dell’atto di clemenza c’erano le condizioni di salute del minore adottato in Uruguay, dove la donna vive parte dell’anno con il compagno Giuseppe Cipriani. Un bambino che necessita di cure costanti negli Stati Uniti con la presenza della madre adottiva.

Gli articoli mettevano in discussione non solo la regolarità di quell’adozione, ma anche il reale cambio di vita della donna. Ai giornalisti un’ex collaboratrice della coppia parlò di feste con droga e sesso nella tenuta in Sudamerica, da lì la richiesta del Quirinale al Ministero della Giustizia di acquisire informazioni urgenti. Con questa nota ieri la Procura generale di Milano ha fatto sapere che i fatti riportati dalla stampa non corrispondono al vero e i legali di Minetti e Cipriani hanno ribadito che chiederanno i danni dopo le notizie diffuse, mentre dalla redazione del fatto fanno sapere di ritenere curioso che non sia stata ascoltata dai magistrati la testimone consultata dal giornale. Oggi con la nota della Presidenza della Repubblica viene scritta la parola fine sulla vicenda.

 

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