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Il cult di Hitchcock, una delle perle della storia del cinema- Corriere.it

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«La donna che visse due volte», capolavoro del regista che ha il merito, ad ogni visione, di rivelarci sempre qualcosa in più che non avevamo notato prima.

Impossibile resistere alla tentazione di consigliare di vedere o di rivedere «La donna che visse due volte», capolavoro di Alfred Hitchcock che ha il merito, ad ogni visione, di rivelarci sempre qualcosa in più che non avevamo notato prima.

Un thriller che si apre coi memorabili titoli di testa di Saul Bass, capaci di entrare dentro gli occhi di Kim Novak, cercando di scoprirne i misteri, compito che invece spetterà al poliziotto a riposo James Stewart, che soffre di vertigini ma indaga su una donna con manie suicide di cui si innamora finché lei non si butta da un campanile. Sembrerebbe finita qui, invece la storia ha da svelare ancora molti segreti.

Film di suspense romantica, un intrigo che ci mette in gioco anche in visione paranormale, il miglior Hitchcock che trae ispirazione dal romanzo di Boileau e Marcejac, scandito dalla grande colonna sonora di Bernard Herrmann, una vera partitura. Insomma, una delle perle della storia del cinema, non un giallo del mago del brivido come si chiamava sir Hitch, in modo riduttivo, prima che la nouvelle vague lo riconoscesse grande autore. Tra sguardi, vestiti e colori macabri sul verde, si snoda una ricerca di sé («Vertigo» è il titolo originale, con facoltà di metafora), qualcosa di eterno di cui è testimone l’immortale età segnata sui tronchi degli alberi.

Se James Stewart è, con Cary Grant, uno dei bravi ragazzi preferiti dal regista, già al centro di sopraffini brividi («L’uomo che sapeva troppo»), la 35enne Kim Novak arriva sostituendo Vera Miles e aggiungendo una marcia in più alla sua carriera, una performance che la rende eterna rispetto al cinema, apparendo prima bionda poi nera, metamorfosi indimenticabile.

E le acrobazie sulle scale del campanile, la macchina da presa che s’avvicina e s’allontana, effetto speciale che ne anticipa molti altri e quel finale tronco che è impossibile dimenticare ed è obbligatorio rivisitare.

La donna che visse due volte, 1958, di Hitchcock

2 settembre 2022 (modifica il 2 settembre 2022 | 20:40)

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