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«Il discorso del re» in tv. Ecco 12 cose che non sapete del film con Colin Firth

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Il 6 settembre del 2010 esce in anteprima al Telluride Film Festival negli Usa «Il discorso del re» (stasera su Iris alle 23.55) , film diretto da Tom Hooper che racconta i problemi di balbuzie del principe Albert d’Inghilterra, futuro Giorgio VI. Albert, chiamato “Bertie”dai famigliari, è interpretato da un ispirato Colin Firth e la storia è ambientata tra il 1925 e l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver sperimentato diverse terapie e consultato i migliori logopedisti del tempo senza evidenti miglioramenti, il Principe Albert sembra aver perso la speranza. Ma grazie alla tenacia di sua moglie Elizabeth, la duchessa di York, il principe conosce Lionel Logue (Geoffrey Rush) terapeuta di origine australiana ed esperto nei problemi del linguaggio che non solo lo aiuta a vincere i suoi problemi di balbuzie, ma costruisce con lui un rapporto solido e sincero. Il film si conclude con il protagonista, diventato Re Giorgio VI, che tiene un appassionante discorso alla nazione al momento della dichiarazione di guerra alla Germania del 1939. Le parole del sovrano hanno un forte impatto sul Paese. La pellicola, brillante e ricca di battute fulminati, è stata un grande successo di critica e di pubblico: il film si sofferma sulla psicologia del protagonista, schiacciato da una educazione rigida e tradizionale. Solo attraverso un lavoro di introspezione e acquisendo consapevolezza il personaggio riuscirà a liberarsi dai problemi che lo affliggono. Costata 15 milioni di dollari, la pellicola ne guadagna ben 414 e diventa uno dei film più apprezzati dell’anno. Nel 2011 agli Oscar ottiene 12 nomination e 4 statuette (Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista a Colin Firth e Migliore sceneggiatura originale a David Seidler). Ecco 12 curiosità che forse non sapete

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