il dramma delle case abbattute

Budjiab ci apre la porta di una casa che non c’è più, la sua, al centro del quartiere di Al-Gustan, Gerusalemme Est, ne restano solo le macerie. A stare qui mi tornano in mente tutti i ricordi, è come se le ruspe mi colpissero il cuore. Sono nato qui, sono cresciuto qui, sono sposato e qui hanno vissuto qui i miei figli.

Un mercoledì di febbraio 2024, ricorda lo storico attivista del quartiere, è arrivato l’esercito e poi la ruspa. Come molte case, qui anche la sua era costituita senza permesso, il comune vuole fare un parco archeologico e per queste abitazioni non c’è spazio. 

“Hanno distrutto la nostra infanzia, il nostro futuro, dicono che non avevo un permesso, ma io sono nato qui nel 1962, prima dell’occupazione della guerra, non c’era bisogno di permessi, non c’era nemmeno il comune di Gerusalemme”.

Quando ha ampliato la casa perché la famiglia è cresciuta, di fatto l’ha resa illegale. La stessa vulnerabilità riguarda centinaia di appartamenti a Silouan, Gerusalemme Est, occupata da Israele nel 1967. 

Condividere.
Exit mobile version