Soltanto pochi giorni fa Federica Brignone era tornata sulla neve del Cervino per il suo primo allenamento stagionale. Oggi, su quelle stesse piste, non si scia più. Le alte temperature e il rapido deterioramento del ghiacciaio del Plateau Rosa hanno costretto Zermatt a sospendere anticipatamente l’attività sciistica estiva.
Una decisione eccezionale per una delle aree sciabili più alte d’Europa, dove gli impianti raggiungono quote vicine ai 4.000 metri. Una situazione analoga si era verificata soltanto nel 2022.
Proprio Brignone, insieme al fratello e allenatore Davide, ha mostrato sui social le condizioni del ghiacciaio: piste quasi spoglie, terreno e rocce affioranti e gli impianti immersi in un paesaggio profondamente trasformato. La campionessa olimpica, da tempo attenta ai temi ambientali legati alla montagna, ha affidato alle sole immagini il racconto di ciò che sta accadendo sul Plateau Rosa.
A raccontare quanto rapidamente stia cambiando la montagna è l’alpinista e guida alpina Hervé Barmasse. “Quando ho iniziato a fare la guida, 26 anni fa, era rarissimo salire il Cervino d’estate senza ramponi e piccozza perché mancavano neve e ghiaccio. Oggi è diventato quasi il contrario”, osserva.
A pesare sulle condizioni del Plateau Rosa sono soprattutto le temperature eccezionalmente elevate. Nell’ultima settimana le minime sono rimaste sopra lo zero persino alle quote più alte, impedendo al ghiacciaio di rigelare durante la notte. Il risultato è un’accelerazione della fusione e un progressivo peggioramento delle condizioni delle piste.
Il contrasto con il passato emerge dalle immagini storiche. Nell’estate del 1978 sul Plateau Rosa si disputavano gare di chilometro lanciato su distese di neve e ghiaccio che oggi appaiono profondamente trasformate.
Non è un fenomeno limitato al Cervino. I dati dell’Ispra sulla perdita cumulata di massa dei principali ghiacciai italiani mostrano una riduzione progressiva dal 1995 a oggi, con un’accelerazione particolarmente evidente negli ultimi anni.
