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Il giorno più bello di Luca e Paolo, la ballata dei Tuttofare catalani, la fiaba noir di Lillo e Rovazzi, Pierre Richard è l’angelo dei muri, il coach Adam Sandler: i film nelle sale, su Sky, Netflix, Prime e le altre piattaforme

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Indice puntato contro la felicità preconfezionata, indotta, sottovuoto. Allegramente infelice, il cinquantenne Aurelio (Paolo Kessisoglu) è un ex predestinato che ha perso la rotta. Figlio di un imprenditore del Boom economico, è oggi un affermato wedding planner, professione che era nei suoi sogni di bambino. Crea matrimoni e, per molto tempo, si è convinto che quella fosse la sua vera vocazione. L’azienda si chiama «Il Giorno più Bello». Organizza la cerimonia, il lancio di riso, la marcia nuziale. Poi tutti a tavola a crapulare. Menu, musica, effetti speciali. Quando però la crisi e il Covid mettono a dura prova l’avviata attività, Aurelio pensa di vendere. La spinta a mollare viene dai troppi debiti e dalla voglia di regalarsi un’estate in barca insieme a Serena (Valeria Bilello), la responsabile della cucina, personcina ben disponibile benché sposata al fotografo Giorgio (Luca Bizzarri), a cui non riesce a dire: «Ti lascio».
Giorgio avrebbe voluto essere un reporter di guerra ma al momento opportuno è stato travolto dalla paura e adesso si ritrova senza un soldo, con un figlio che lo disprezza e, disteso su un divano, non riesce a costruirsi un futuro. «Il Giorno più Bello», nel senso dell’azienda, fa gola al dottor Musso (Carlo Buccirosso), padre di Chiara (Fiammetta Cicogna), promessa sposa di Pier (Stefano De Martino). Lei è la ex di Billy, rockstar appannata e incanaglita (Lodo Guenzi, frontman dello Stato Sociale). Lui un aspirante danzatore, poco sveglio e fin troppo sensibile, attaccato alla gonna di mamma.
Il matrimonio di Pier e Chiara diventa il banco di prova per la cessione dell’impresa. Musso dirà sì all’acquisto solo se la piccola sarà felice. Dunque, tutto dovrà essere perfetto. Aurelio si affida come al solito ad Adele (Violante Placido), stressatissima balia asciutta del business nuziale. Intanto deve tenere a bada il fratello cameriere sfaticato (Massimo De Lorenzo), la sguattera psicologa e plurilaureata, gli invitati annoiati, i cuochi fantozziani, le buffe crisi di nervi di Adele e Billy eccetera eccetera. La festa corre il rischio di trasformarsi in un vero disastro. Pier a un certo punto vola via come un palloncino, Serena resta indecisa sul significato della parola amore, Giorgio trova il coraggio di confessarsi al neghittoso figliolo. Aurelio sfiora più volte il precipizio, ma alla fine ritrova sé stesso. Ha vissuto un’esistenza costretta pensando di accontentare i genitori: da ora in poi cercherà la sua libertà. Giorgio, l’amico e sodale dai tempi della scuola, è della stessa pasta. Tra i due c’è competizione e c’è anche comprensione. La loro è un’amicizia virile, ma querula. Più adatta a una coppia mista maschile / femminile.
Il giorno più bello segna il debutto dietro la macchina da presa di Andrea Zalone, che è la spalla (e la voce fuori campo) di Maurizio Crozza. È basato sulla commedia francese C’est la vie – Prendila come viene di Eric Toledano e Olivier Nakache, i registi di Quasi amici. Ha un ritmo marcatamente televisivo, momenti di stanca e impennate divertenti. Zalone resta appiccicato al modello francese concedendosi rare licenze. Il cast è armonioso, elastico, rotondo. Luca & Paolo tirano il gruppo: l’azione si svolge in un magnifico castello in campagna e nella dimensione teatrale i due ci sguazzano, ipotecando una più che plausibile svolta cinematografica per la loro carriera.

IL GIORNO PIÙ BELLO di Andrea Zalone
(Italia, 2022, durata 102’)

con Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Valeria Bilello, Carlo Buccirosso, Fiammetta Cicogna, Violante Placido, Lodo Guenzi
Giudizio: *** su 5
Nelle sale

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