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«Il mio sguardo sulla guerra»- Corriere.it

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di Renato Franco

La diva racconta il film girato a Roma, tratto dal romanzo di Alessandro Baricco: «Viaggio nella complessità della condizione umana»

Una riflessione sulla condizione umana e sulla guerra, un tema che pone tante domande e trova poche risposte perché fragilità emotiva e presunzione bellica sono due poli della nostra storia, da sempre. Angelina Jolie ha finito di girare a Roma «Without Blood», tratto dal bestseller di Baricco «Senza sangue». Il libro si apre con l’esecuzione di un criminale di guerra compiuta a conflitto concluso, una bambina si salva grazie alla pietà suscitata in un ragazzo che faceva parte del gruppetto di rivoluzionari vincitori e che finge di non vederla. Stacco temporale. Passano molti anni. Quella bambina diventata adulta cerca e trova il suo salvatore. La trama prosegue, ma intanto si articolano diverse riflessioni: un’ideale può giustificare la violenza? Chi è vittima e chi è carnefice in una situazione estrema? E se invece della vendetta il passato tornasse «senza sangue»? «Il libro di Baricco è un viaggio nella complessità della condizione umana — racconta Angelina Jolie, quinto film da regista —, mi ha fatto una profonda impressione quando l’ho letto e ho cercato di capire il perché di questo effetto così potente su di me: è un’opera ricca di poesia ed emozione che guarda alla guerra e alle domande che ne derivano da un punto di vista unico, chiedendoci cosa andiamo a cercare dopo aver subito un trauma, una perdita o un’ingiustizia».

Il libro è diventato una fotografia. «Io mi sono limitata ad adattare il romanzo alla sceneggiatura del film, il mio obiettivo era restare fedele all’originale. Ho incontrato Baricco in Inghilterra e mi ha fatto piacere che mi abbia detto che era difficile avere un adattamento così fedele, così diretto, del suo lavoro. “Era come lo avevo immaginato”, il più bel complimento».

Il film è ambientato in un luogo geograficamente indefinito, quasi astratto, potrebbe essere il Messico, ma quando una storia è universale e il messaggio globale, il perimetro spaziale conta poco. I colori virano al seppia, come se le tonalità accese disturbassero la visione; i costumi eleganti e allo stesso tempo neutri. «Il libro è molto chiaro, la cosa importante è il suo messaggio universale, la guerra di cui parliamo può essere ovunque: il cast è prevalentemente messicano, ma gli attori parlano inglese, alcuni sono argentini, abbiamo scelto un ibrido per rendere il più indefinito possibile il teatro di guerra».

In uscita nel 2023, da stabilire ancora se in sala o sulle piattaforme di streaming (senza escludere un ibrido alla Sorrentino), «Without Blood» è prodotto da Fremantle, Jolie Productions, The Apartment Pictures e De Maio Entertainment. I protagonisti sono interpretati da Salma Hayek Pinault e Demián Bichir (protagonista di «The Hateful Eight»). «Questo — spiega Andrea Scrosati, Group chief operating officer e Ceo continental Europe per Fremantle — è il primo film dell’accordo triennale stipulato a marzo tra Angelina Jolie e Fremantle che prevede lo sviluppo congiunto di film, documentari e serie tv originali, sofisticate, potenti, di livello internazionale».

Il tema della guerra sta a cuore a Jolie da sempre: «Il mio primo film da regista era “Nella terra del sangue e del miele”, ambientato durante la guerra in Bosnia, e l’ho scritto cercando di capire perché persone che all’inizio si amano finiscono per uccidersi. Il film era una ricerca sul perché accade. Questo affronta domande diverse, a partire dal fatto che le differenza tra il bene e il male, tra i buoni e i cattivi, tra vittime e carnefici, non sono nette; di chiaro ci sono solo certi comportamenti orribili. La suggestione del libro è la riflessione sulla condizione umana, così ogni personaggio è studiato profondamente, Baricco ha dato a ognuno di loro un carattere, una storia, un ricordo, una consistenza per cui è impossibile capire dove inizia uno e finisce l’altro. Spero che spinga le persone a meditare sulla dura realtà, che non ci sono linee ben definite, risposte chiare, niente è facile da capire. Abbiamo perso la capacità di comprendere la nostra complessità, la realtà, il film non finisce con una risposta facile, ma invita a aprire la mente sulla complessità».

Nessun commento invece sulla sua «guerra privata», la separazione da Brad Pitt, la causa intentata all’Fbi sul perché non abbia arrestato l’ex marito per averla insultata e picchiata (così sostiene lei) durante un volo privato. Del resto è sempre complicato capire chi è vittima e chi è carnefice…

21 agosto 2022 (modifica il 21 agosto 2022 | 20:46)

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