Nel 2007 quasi cercavano loro le telecamere, e quel fotomontaggio con la cugina Chiara l’avevano appeso perché tutti lo vedessero. Oggi, con l’aiuto dei carabinieri, schivano decine di giornalisti, non un fotogramma di Paola e Stefania Cappa, chiamate a testimoniare. Il loro cognome era stato di nuovo tirato in ballo un anno fa su una pista falsa.

I testimoni avevano parlato di un borsone con attrezzi gettato in un canale vicino a un’abitazione della famiglia, a Tromello, vicino a Garlasco. Mai indagate, sempre testimoni, ma a distanza di tanto tempo, in uno scenario che si ribalta, i carabinieri avevano bisogno di chiedere anche altro alle gemelle Cappa. Stefania, nel 2007, aveva parlato di un riavvicinamento alla cugina, ci vedevamo quasi tutti i giorni e visto che era stata lasciata, aveva bisogno di confidarsi.

Ecco perché potrebbe aver raccolto confidenze di Chiara da rileggere oggi in una nuova luce. Due giorni dopo l’assassinio, poi, fu Paola a pronunciare un’ipotesi allora esplorata ma poi scartata. che oggi appare profetica. Dovete cercare l’omicida tra i suoi colleghi, dice a verbale, secondo me Chiara ha potuto avere delle avance non corrisposte da qualche uomo che non ha accettato il rifiuto, qualcuno che ha studiato le sue abitudini e agito d’impulso. Un’accusa non molto diversa da quella che ora viene contestata da Andrea Sempio, un approccio riespinto, un movente sessuale.

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