HomeSaluteIl riscaldamento climatico incide anche sulle gravidanze: rischio nascite premature

Il riscaldamento climatico incide anche sulle gravidanze: rischio nascite premature

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Bambini che con il climate change rischiano di nascere prematuramente, molti altri che sono potenzialmente condannati all’obesità in età adulta, oppure portatori di gravi difetti alla nascita. Gli effetti della crisi climatica si misurano ormai purtroppo anche sulla salute dei feti e secondo diversi centri accademici – che da anni stanno monitorando l’aumento delle temperature nel pianeta sulla salute dei neonati – non vi sarebbero più dubbi. I rischi sono sempre più alti ed evidenti. L’ultimo studio arriva dalla Boston University e si va ad associare ad analoghe ricerche effettuate in università della Danimarca, Israele, Australia.

Gli ultimi studi sono stati pubblicati in un numero speciale della rivista Paediatric and Perinatal Epidemiology che ha mappato i rischi climatici sulla salute avviando un monitoraggio sui genitori dal pre-concepimento attraverso la prima infanzia facendo affiorare un netto legame causa-effetto su diverse patologie. Anche le università israeliane hanno effettuato un analogo percorso scientifico prendendo in esame il legame tra calore e il rapido aumento di peso nel primo anno di vita. Sono state analizzate 200.000 nascite e i bambini che risultavano esposti al 20% in più delle temperature notturne avevano un rischio maggiore del 5% di un rapido aumento di peso durante la crescita.

Secondo i medici si tratta di un aspetto importante perchè l’infanzia è considerata fondamentale nel determinare poi in seguito il peso adulto, considerando che le persone obese soffrono di più dal calore estremo. 

In Australia, invece, i ricercatori della università di Sidney hanno pubblicato due nuovi studi sulle nascite premature e l’aumento della temperatura. Il primo ha valutato quasi un milione di donne incinte nel Nuovo Galles del Sud, dal 2005 al 2014: il 3% ha partorito prima di 37 settimane. I ricercatori hanno accertato che la maggior parte delle nascite sono avvenute nei luoghi più caldi, determinando un rischio del 16% più alto di nascita prematura. 

Il secondo studio sulle nascite premature è americano. In Texas sono state analizzate 200.000 nascite dal 2007-2011. Il caldo incideva nelle nascite premature triplicando i casi di bimbi nati prima delle 28 settimane.

L’anno scorso l’Unicef ha pubblicato “The Challenges of climate change. Children on the front line” (Le sfide dei cambiamenti climatici. Bambini sulla linea del fronte) per approfondire il tema dei diritti dell’infanzia nell’ambito dei cambiamenti climatici.  Si stima che nei prossimi 10 anni,  in Asia meridionale e in Africa ben 175 milioni di bambini saranno colpiti da disastri legati al clima, che potrebbero causare la morte di 250.000 bambini in più ogni anno. 

 

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