Giuseppe Conte vince la sua scommessa; il corteo di m5s contro il riarmo europeo porta in piazza 100 mila persone, secondo gli organizzatori, la prima manifestazione di massa promossa con successo da un partito di opposizione dall’inizio della legislatura. Ma al di là dei numeri Conte è riuscito a imporre la propria egemonia sui contenuti, con il no al riarmo e il posizionamento su una linea “neutralista” che sarà “al centro dell’alternativa di governo” a Giorgia Meloni. Per quest’ultima poi, dice conte, “è finita la farlocca luna di miele” con l’opinione pubblica che, stando anche ai sondaggi, è piuttosto fredda verso i nuovi orientamenti dell’Ue a favore del riarmo. Già al momento di avvio del concentramento iniziale del corteo, le ore 13 in piazza Vittorio Emanuele, nel quartiere esquilino della capitale, si intuisce che i numeri saranno importanti. I partecipanti sono così numerosi che la testa del corteo deve già imboccare il primo tratto del percorso per consentire ai partecipanti di accodarsi in ordine. 

La grande bandiera della pace alla manifestazione contro il riarmo di Roma (@ansa)

06/04/2025

Quando la testa giunge al palco in via dei Fori Imperiali, in prossimità di piazza Venezia, la coda ha appena mosso i primi passi. Alla fine Giuseppe Conte griderà dal palco felice “siamo 100 mila”, e probabilmente non avrà esagerato, visto che i presenti riempiono il grande viale fino al Colosseo. Giuseppe Conte ha sfilato alla testa, assieme a giovanissimi esponenti del M5s. Lungo il percorso la maggioranza dei presenti è costituita da persone mature, che magari 23 anni fa erano presenti alla grande manifestazione contro la guerra in Iraq. Il ponentino romano ha fatto distendere le numerose bandiere del movimento presenti, così come quelle del Partito della Rifondazione Comunista, quelle arcobaleno delle pace, i tricolore mischiati alle bandiere della Palestina. Assente il giallo-blu ucraino. 

Francesco Boccia e Giuseppe Conte alla manifestazione contro il riarmo a Roma

Francesco Boccia e Giuseppe Conte alla manifestazione contro il riarmo a Roma (@ansa)

06/04/2025

Cartelli, striscioni e slogan hanno alternato ironia, come “mettete i meloni nei vostri cannoni” o “Daniela (Santanche’ ndr) paga le tasse”, a contenuti che sottolineavano il messaggio di fondo della manifestazione: no a soldi per le armi, e sì al finanziamento di scuola, sanità, ricerca, occupazione. Oltre al popolo della pace, a intellettuali come il premio Nobel Giorgio Parisi, ecco giungere i leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, i soli politici non di M5s che hanno poi parlato dal palco; ma ecco anche una ampia delegazione del Pd, guidata dal capogruppo in senato Francesco Boccia. Questi si sintonizzano subito con il mood voluto da Conte: “alcune cose ci dividono da m5s ma altre ci uniscono”, dice Boccia. A un cronista che lo sollecita sulle divisioni al momento del voto in Europa tra M5s e pd, il dem Sandro Ruotolo non ha esitazione: “Ma di che parliamo? Volete Meloni al governo per i prossimi 20 anni?”. Il popolo pentastellato non mostra un grande trasporto verso il partito di Elly Schlein e in tre occasioni, quando dal palco gli oratori lo nominano, partono i fischi. Conte tuttavia rimedia e nel suo acclamato discorso, al primo posto mette un ringraziamento a tutti i presenti, “anche a quelli che non hanno la tessera di M5s, e che sono qui anche se non condividono tutte le nostre posizioni”. 

Gli interventi dal palco rilanciano la narrazione neutralista. Marco Travaglio dice che la Russia ha sì invaso l’Ucraina, “ma per le provocazioni di Usa e Nato che hanno cercato la guerra per 10 anni”. Il piano von der Leyen, ha detto Conte, è un favore alla Germania, che si riarmerà “convertendo in armamenti i propri stabilimenti automobilistici”. Meloni, grida Conte tra gli applausi, approvando il piano “ha svenduto l’Italia, senza avere nessun mandato”. Due cose sono certe per conte: “è finita la farlocca luna di miele di Meloni” con l’opinione pubblica, perché questa non accetterà il riarmo mentre si taglia su sanità e scuola; e poi “il no al riarmo sarà al centro dell’alternativa di governo”. Un no imposto da M5s e da Conte all’esitante alleato di centrosinistra che, almeno in questo sabato, gli cede la leadership. La sintesi della giornata vista dal lato M5s è sempre di conte ma su x: “Oggi nasce una grande alternativa all’Italia del riarmo, dei tagli alla sanità, alla scuola, alle imprese. Li fermeremo. Tutti insieme. È solo l’inizio”. 

Gli slogan

La premier Giorgia Meloni, il ministro della difesa Guido Crosetto e Carlo Calenda sono stati oggetto di molti slogan cantati ritmicamente dai manifestanti. Tra gli slogan più ripetuti, uno scandisce: “Meloni-Calenda, una stessa agenda”. Altri manifestanti per lo più molto giovani ripetono lo slogan “Meloni e Crosetto toglietevi l’elmetto”.

“Qualcuno voleva cancellare il nostro Movimento. Ebbene cancellate questa piazza” ha detto Paola Taverna aprendo gli interventi dal palco allestito in Via dei Fori imperiali. “Questa è la piazza della nostra identità. Essere qua significa che stiamo resistendo e costruendo, costruendo su scuola e sanità, valori che Meloni vuole toglierci. C’è chi ci vuole cancellare ma noi siamo qui e resistiamo. Siate orgogliosi per quello che abbiamo fatto in 20anni” ha detto invece Roberto Fico.

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