L’ultima segnalazione arriva quanto sono da poco passate le 22. E’ allora che la telefonata parte dal cuore di Torino. “In via Bogino manca la luce da mezzora”. Parole che tanti si trovano a pronunciare in un venerdì segnato da una nuova raffica di blackout. Tra le istantanee più significative c’è quella che ritrae l’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Massimo D’Azeglio. In una delle intersezioni più trafficate della città, alle quindici i semafori sono spenti, come era già accaduto a fine maggio al crocevia tra la chiesa della Gran Madre e piazza Vittorio Veneto. Si accende, così, l’attenzione degli automobilisti, bloccati a centro strada e al telefono con i vigili. L’appello: “Intervenite”. 

E’ un altro effetto del blackout. Già in mattinata manca la corrente elettrica in vari quartieri. Da San Donato a Pozzo Strada e Parella, da Barriera di Milano e Rebaudengo fino a Lingotto e Mirafiori passando per il centro, da piazza Statuto a via dei Mille e dintorni, dove qualcuno resta senza luce, tra antifurti impazziti, per quasi quattro ore

 

Una via al buio di Torino a causa dei blackout (Tgr Piemonte)

Fermi baristi, ristoratori, parrucchieri. Gli ascensori sono inutilizzabili. I garage diventano prigioni, tra rischi per la sicurezza e difficoltà a spostarsi per i più fragili, ricorda Alleanza Verdi Sinistra, proprio mentre nel tardo pomeriggio altri blackout colpiscono Aurora, Vanchiglia, il centro, ancora. “Colpa del caldo che spinge ad accendere i condizionatori in una città ancora piena di gente e stressa la rete – spiega Iren – ma l’80 per cento dei blackout si è risolto in quaranta minuti”. 

Pronte misure straordinarie e personale extra per affrontare l’estate, mentre oltre 500 milioni di euro consentiranno di rinnovare e potenziare la rete di Torino fino al 2030.  

Condividere.
Exit mobile version