HomeCinema Serie TVJean- Louis Trintignant, timido di successo, nemico di ogni machismo- Corriere.it

Jean- Louis Trintignant, timido di successo, nemico di ogni machismo- Corriere.it

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di Paolo Mereghetti

L’attore scomparso a 91 anni ha sempre interpretato la parte di uomo per cui i sentimenti venivano prima di tutto, in un epoca in cui erano altri i paradigmi maschili

L’avevamo scoperto come il timido innamorato di una esplosiva Brigitte Bardot in Piace a troppi (ma com’era più giusto il titolo francese: Et Dieu créa la femme, E Dio creò la donna) e l’abbiamo visto l’ultima volta in I migliori anni della nostra vita, terza incarnazione del pilota automobilistico – e campione del romanticismo cinematografico – Jean-Louis Duroc con cui Lelouch aveva voluto chiudere il viaggio iniziato con Un uomo, una donna e proseguito con Un uomo, una donna oggi, struggente riflessione sul fatto che i ricordi, come quelli che tornano ogni tanto a squarciare la nebbia in cui sembra precipitato Duroc, aiutano a vivere e a sopportare gli anni che passano.

In quel film del 2019 (l’ultimo di una carriera che ha contato quasi 150 titoli), Trintignant aveva 89 anni eppure non aveva perso quell’aria timida che faceva tanta tenerezza, ribadita dal fatto che per i suoi personaggi (e si immagina anche per lui) i sentimenti venissero prima di tutto. Come quelli che spingono l’ex insegnante di musica di Amour a condividere fino all’estremo sacrificio il calvario della moglie. Trintignant era così: dava l’impressione di essere l’ultimo paladino dell’amore in un mondo che sembrava voler fare di tutto per dimenticarlo. Eppure, a guardare la sua carriera i ruoli più problematici non mancano. E forse sono anche la maggioranza, ma sempre con una sfumatura di tenerezza, quasi di vittima sacrificale, di chi è capitato dentro storie più grandi di lui, proprio come ce lo hanno raccontato Risi in Il sorpasso, Zurlini in Estate violenta o Bertolucci in Il conformista.

Nella sua carriera non mancano ruoli meno sfumati, addirittura da cattivo, come il cinico e glaciale assassino di Flic story o come l’interprete per Robbe-Grillet in Trans-Europ-Express e L’uomo che mente o per Kieślowski (Tre colori- Film rosso), come il borghese che difende la compagna di un terrorista in Colpire al cuore o ancora come il giudice che insegue la verità in Z – L’orgia del potere. Eppure nella memoria restano altri ruoli, magari meno apprezzati dalla critica (per L’uomo che mente fu premiato a Berlino, per Z a Cannes) ma più in sintonia con quell’immagine di uomo tenero e romantico, rimasto sempre un po’ ragazzino, pronto a inseguire i propri sogni sentimentali (come il rigoroso protagonista di La mia notte con Maud) o a farsi prendere per mano da una donna molto più intraprendente di lui (succede in Finalmente domenica! con Fanny Ardant). Lontano mille miglia dall’«uomo alfa», Trintignant aveva saputo incarnare in anni di machismo più o meno esplicito il compagno che ogni donna avrebbe volto incontrare. E tenersi stretto.

17 giugno 2022 (modifica il 17 giugno 2022 | 18:36)

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