
Sui social gli ultimi video pubblicati da Jlenia raccontano di quella giovane donna – cresciuta in ambienti difficili, di camorra – che amava la vita come tutte le sue coetanee. Serate in discoteca, selfie e divertimento. In un filmato spunta alle sue spalle un uomo, in mano sembra avere un pugnale: forse è una sigaretta elettronica ma tanto basta per rendere virale l’ultima suggestione, quella che si possa trattare dall’assassino, che intanto era ricercato.
La caccia all’uomo del principale sospettato è durata poche ore: Giuseppe Musella, 28 anni, si è consegnato nella notte agli uomini della Squadra Mobile di Napoli che lo braccavano da ieri pomeriggio, da quando si era reso irreperibile subito dopo la morte di sua sorella, uccisa con una coltellata alla schiena. Ha confessato: per lui l’accusa è di omicidio volontario. Ora è rinchiuso nel carcere di Secondigliano in attesa della conferma del provvedimento. L’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite familiare, cominciata in casa dove i due vivevano da soli: la mamma in carcere con accuse pesanti, il compagno di quest’ultima tra i fondatori di un clan, la zia, Annunziata D’Amico, uccisa dieci anni fa proprio davanti a quei palazzoni del Conocal di Ponticelli, dove in quel periodo era la reggente. Jlenia non era una “femmena boss”, il suo non è un omicidio di camorra: è solo l’ultima donna vittima della follia di un uomo.