“La mamma mi ha detto che ha sentito gli spari e le grida del figlio, è uscita di casa e l’ha trovato a terra”, ha raccontato Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo di via Janfolla, che conosceva Lorenzo Spasiano. La vittima, un giovane di 21 anni, è stato ucciso la notte di lunedì 22 giugno con un colpo di pistola al torace davanti alla propria abitazione a Napoli. Una delle ipotesi è una lite che risale al mese di marzo ma avrebbe avuto, secondo quanto si apprende, degli strascichi nel corso di questi ultimi mesi. Oggi l’epilogo.

La famiglia della giovane, operaio, esperto di boxe e incensurato, è composta dal padre, che guida l’ambulanza, dalla madre molto credente, che assiste una invalida, e cinque figli: nessuno di loro ha collegamenti col crimine. 

L’omicidio è avvenuto davanti all’abitazione del ragazzo, in via Caprera, nel quartiere Miano. Inutile la corsa all’ospedale dove il 21enne, Lorenzo Spasiano, è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.

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