Dalla meccanica alla moda, dalle auto alla farmaceutica, fino all’agroalimentare. La paura dei dazi americani corre lungo tutte le filiere del nostro sistema produttivo. Il primo allarme lo lanciano i sindacati: la stima è che si rischiano di perdere complessivamente in Italia 60.000 posti di lavoro.
Per l’export italiano il mercato degli Stati Uniti vale circa 65 miliardi di euro, il 10% del totale, inevitabile l’impatto sul Pil. Per Confindustria un’eventuale escalation della guerra commerciale già iniziata, concorrerà a ridurre la crescita quest’anno dallo 0,6% previsto a un ancor più risicato 0,2%. Per questo le imprese chiedono al governo di battere un colpo.
Secondo l’istat sono 3300 le imprese più esposte e soprattutto le piccole. Lo scenario oggi vede vini già bloccati nei porti, produttori di grana padano e parmigiano parlare di duro colpo, aziende della moda già in difficoltà alla ricerca di nuovi mercati.
La guerra di Trump costringe imprenditori e manager a rivedere le strategie, c’è chi pensa di aumentare la produzione negli States per schivare i dazi avendo già lo stabilimento lì.