Sono i massimi esperti nazionali in trapianto di cuore pediatrico, quelli convocati al Monaldi di Napoli: vengono dal Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dal regina Margherita di Torino, dall’Ospedale di padova e dal Bambino Gesù. Hanno valutato al letto del malato e personalmente la complessa situazione clinica del bambino che da quasi due mesi vive attaccato all’ecmo, la macchina che supporta la funzione cardiaca e polmonare dopo il fallito trapianto dello scorso 23 dicembre, su cui stanno indagando la magistratura, i nas, gli ispettori del Ministero.
Il cuore compatibile è stato trovato, pur non essendo compatibile per gruppo sanguigno con una procedura chiamata trapianto isogruppo si può procedere.
Il fatto è che reperire un cuore pediatrico è molto raro, in Italia – l’ultimo dato risale al 2024 – ci sono una quarantina di bambini in attesa di trapianto di cuore, e il protocollo per assegnarne uno tiene in considerazione non solo l’urgenza, ma anche le condizioni del ricevente, quante probabilità di successo ci siano.
Il bambino del Monaldi è in condizioni stabili ma molto critiche, dopo il lungo periodo di ecmo: la macchina pompa sangue non pulsato, e questo mette in grande sofferenza fegato, reni, provoca trombi, sangue che deve essere scoagulato, e questo può comportare emorragie, inoltre essendo un’apparecchiatura esterna apre la strada ad infezioni.
Anche il cosiddetto berlin heart, il cuore artificiale, sarebbe di complessa gestione, ed è una apparecchiatura che non supporta la funzione respiratoria
