La realtà virtuale contro il cyberbullismo per mettersi nei panni delle vittime

Usare la realtà virtuale e la formazione a distanza per affrontare il cyberbullismo, coinvolgendo scuole, famiglie e operatori sanitari. È questo l’obiettivo di Educatamente 2.0, progetto pilota finanziato nell’ambito del programma del Ministero della Salute e coordinato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1 insieme al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità e al Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma.

L’iniziativa è stata presentata all’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo del 7 febbraio, durante il convegno “Oltre lo schermo. Insieme per un web sicuro”.

Un progetto che unisce sanità, scuola e università

Il progetto punta a intervenire su più livelli. Da un lato la formazione di operatori sanitari, insegnanti e genitori, dall’altro attività dirette nelle scuole con strumenti immersivi basati sulla realtà virtuale. L’obiettivo dichiarato è intercettare precocemente i segnali di disagio e rafforzare la collaborazione tra sistema sanitario e mondo scolastico.

Nel corso dell’incontro è stato proiettato un video realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Associazione Paolo Ettorre – Socially Correct, pensato per aiutare i ragazzi a orientarsi nella richiesta di aiuto.

Il benessere digitale

“La salute, soprattutto tra gli undici e i quindici anni, è anche benessere digitale” – ha spiegato Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – “formare genitori, insegnanti e operatori sanitari con metodi scientificamente fondati e costruire un’alleanza con le scuole è la strada per contrastare l’isolamento delle vittime”.

Per Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma 1, il progetto rappresenta un uso mirato dell’innovazione tecnologica nella prevenzione: “Proteggere gli adolescenti dai rischi del web significa tutelare la loro integrità psichica. Il lavoro congiunto tra sanità, scuola e famiglie consente di creare punti di riferimento concreti per gli adulti”.

La realtà virtuale come strumento educativo

Secondo Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, la realtà virtuale permette di lavorare sull’esperienza diretta e non solo sull’informazione. “Gli ambienti immersivi aiutano a comprendere il vissuto della vittima e a rendere evidenti le conseguenze emotive e relazionali delle condotte online”, spostando l’attenzione dal gesto alla persona che lo subisce.

Dal prossimo anno scolastico sono previsti interventi in alcune scuole secondarie del territorio della Asl Roma 1. Attraverso visori di realtà virtuale, gli studenti saranno coinvolti in scenari ispirati a casi reali, ricostruiti con il supporto della Polizia Postale. Sono inoltre previsti interventi mirati per ragazzi e giovani adulti già segnalati per condotte online.

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