Per ora la prima certezza è che ad aprile il gas liquefatto dal Qatar in Italia non arriverà, ma il rischio è che lo stop andrà avanti per anni. Troppi e troppo gravi, infatti, i danni causati dalla guerra agli impianti qatarini. “Cercheremo alternative in altri paesi”, ribadisce il ministro Pichetto Fratin. In cima alla lista c’è l’Algeria, già oggi nostro primo fornitore. Algeri, secondo Bloomberg, sarebbe disponibile a venderci più gas, ma sul mercato spot a prezzi quindi più alti. L’altra certezza, in questo scenario complicato, è che famiglie e imprese dovranno pagare bollette più salate. Le prime avvisaglie già ci sono per chi deve sottoscrivere un nuovo contratto del gas. Le offerte a prezzo fisso si sono ridotte di numero e su quelle rimaste sono già scattati sensibili rincari tra il tre. Dice il 45% in più rispetto ai prezzi praticati a gennaio. C’è poi il tema carburanti: i 25 centesimi in meno annunciati dal governo ai distributori non si sono visti tutti, ne mancano in media una decina e anzi il gasolio oggi risulta già in lieve aumento rispetto a ieri. Sul diesel la stangata è tutta nei numeri, da inizio anno prezzi più alti di 33 centesimi al litro avranno sgravi fiscali per tre mesi sul gasolio, autotrasporto e pesca, ma nelle stanno escluse altre categorie che pure devono macinare i chilometri, dai tassisti agli agenti di commercio.

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