La storia di Rostyslav è quella di un sopravvissuto. Oggi è un uomo, ma il suo sguardo porta ancora i segni di quando, a soli 16 anni, fu strappato dalla sua casa a Mariupol dai soldati russi. È uno dei “bambini rubati”, uno dei circa 20.000 minori ucraini deportati con la forza in Russia, e uno dei pochissimi che è riuscito a tornare indietro per raccontare l’orrore.

La trappola dei “campi estivi”

Il meccanismo della deportazione iniziava spesso con l’inganno. Molte famiglie nei territori occupati venivano convinte a mandare i propri figli in Crimea, in centri presentati come luoghi di vacanza sicuri, lontani dalle bombe. Ma quello che doveva essere un sollievo si rivelava un sequestro: i bambini venivano indottrinati, costretti a imparare l’inno russo e a studiare una versione distorta della storia. Per i piccoli non mancavano le pressioni psicologiche, Rostyslav ricorda ancora le punizioni per chi si rifiutava di cantare e le offerte di denaro (100.000 rubli) per accettare il passaporto russo. Se ancora i bambini mostravano resistenze si passava alle minacce: “Voglio tornare a casa”, rispose una volta Rostyslav ai suoi carcerieri. La replica fu un fucile puntato alla tempia.

Un crimine contro l’umanità

L’obiettivo di queste deportazioni è chiaro e atroce: cancellare l’identità ucraina delle nuove generazioni, trasformando piccoli ucraini in futuri soldati russi, pronti un giorno a imbracciare le armi contro i propri fratelli.

Questa pratica è stata classificata dalle Nazioni Unite come un crimine contro l’umanità. È proprio per la deportazione illegale di bambini che Vladimir Putin è destinatario di un mandato d’arresto emesso dal Tribunale dell’Aia nel 2023.

I numeri di una tragedia

Oltre ai deportati, il bilancio dell’infanzia colpita dalla guerra è devastante:

2,5 milioni di bambini sfollati (oltre un terzo della popolazione infantile ucraina).

3.200 tra morti e feriti documentati.

Centinaia di minori ancora dispersi oltre il confine russo.

Rostyslav è riuscito a fuggire, ma per migliaia di altri bambini il destino resta appeso a un filo di silenzio e propaganda, in una Russia che cerca di riscrivere il loro futuro cancellando il loro passato.

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