Anarchica morta a Roma si professava ‘nemica dello Stato’
Dichiarazione in aula a Perugia, nessuna accusa per le sue parole

(ANSA) – PERUGIA, 20 MAR – Era stata prosciolta lo scorso anno a Perugia nell’ambito dell’inchiesta Sibilla, l’anarchica Sara Ardizzone morta in un casolare a Roma. In aula, in sede di udienza preliminare, aveva letto un lungo scritto nel quale si professava “nemica dello Stato”. Lo scrive il Corriere dell’Umbria sul suo sito.
“Sono anarchica” aveva rivendicato. “Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato – aveva proseguito -, dal momento in cui questo nella sua essenza presuppone l’esercizio del potere militare ed economico di alcuni uomini e donne su altre persone e sul pianeta in generale. Sono nemica di ogni forma di governo di cui questo si dota, dal momento in cui la scelta tra democrazia e dittatura è solo quella più funzionale a mantenere il controllo sulla popolazione o per essere più precisi: sulla classe oppressa.
Odio l’attuale ordine esistente e chi lo detiene pertanto credo nella giustezza della violenza degli oppressi avverso le proprie catene ed avverso chi le stringe”.
Secondo quanto risulta all’ANSA il suo scritto non è stato acquisito o oggetto di alcun azione da parte dell’Autorità giudiziaria. Quindi non le era stata mossa alcuna nuova accusa in quanto le sue parole sono state considerate una dichiarazione processuale.

 

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