Laure Calamy e l’origine del male, M3gan la bambola killer, Bale indaga sui delitti di West Point: guida ai film al cinema e in streaming

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In un clima di beatificazione femminile a prescindere, serve coraggio per organizzare le malizie di un gineceo come quello proposto da Un vizio di famiglia. Un liberi-tutti di delitti, cattivi pensieri, tradimenti gender fluid, caccia ai soldi, allo status migliore, in cui gli uomini, il patriarcato maschile sono l’origine du mal, come dice il titolo originale, ma stanno per essere travolti. Ostacoli da saltare, neanche da aggirare. Storia di un gruppo di erinni, alcune con nomi maschili, inspiegabilmente complici, irrimediabilmente dannate, di profilo incerto, in cerca di rivincite, a cui non giova l’aria chiusa della provincia francese. Nessuno senza peccato nel giallo sociologico tendente al puzzle di Sbastien Marnier, accorto architetto noir, autore dell’apprezzabile Irrprochable.
L’anima candida, ma solo per mezzo film, Stphane (Laure Calamy) che sgobba in una fabbrica alimentare in cui s’impacchettano acciughe e zuppa di pesce e va spesso in prigione a trovare una fidanzata detenuta (Suzanne Clment). Una volta sfrattata, cerca di entrare in contatto con il padre-padrone, tale Serge Dumontel (Jacques Weber), ricco ed egoista, vittima di un recente ictus, che abbandon la madre da tempo defunta. I due si ritrovano al vento di Porquerolles, in Provenza, dove l’uomo (mal)gestisce una corte femminile riunita in una sfarzosa villa sul mare: 1) la moglie Louise (Dominique Blanc) che inganna il tempo con lo shopping compulsivo, 2) la figlia George (Doria Tiller) pronta a sostituire pap negli affari di famiglia hotel & locali notturni, 3) la nipote Jeanne (Cleste Brunnquell), aspirante fotografa, 4) la cameriera spiona Agns (Veronique Ruggia-Saura). In pi sul gruppo aleggia l’ombra di un fratello morto che vedremo solo in fotografia.
Stphane si mostra dolce e devota anche se, chiaro, non la racconta giusta. Serge l’incoraggia, la considera un cuneo nel muro femminile che ha davanti: le altre, pensa, non aspettano altro che di vedermi morto. Siamo soltanto al primo rimescolamento di carte. Ognuno ha il suo bluff da giocare, un patrimonio di torti da vendicare, un ruolo da conquistare. Si definisce un a sorta di teatro del male dove tutti si rivelano burattini amorali e recitano una parte che non sono in grado di sostenere fino in fondo. Marnier gioca a spiazzare, a cambiare i punti di vista, a trasformare la verit accompagnando il cammino verso la follia dei suoi personaggi. Laure Calamy, gi mammina indaffarata di Full Time – Al cento per cento, davvero magnifica mentre disegna l’ambiguit patologica di Stphane. Il vero brivido viene da l, dalle sue bugie, pi che da una porta che cigola.

UN VIZIO DI FAMIGLIA – L’ORIGINE DU MAL di Sbastien Marnier
(Francia-Canada, 2022, durata 125’)

con Laure Calamy, Suzanne Clment, Doria Tiller, Jacques Weber, Veronique Ruggia – Saura, Dominique Blanc, Naidra Ayadi, Clotilde Molle
Giudizio: *** su 5
Nelle sale

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