Una cabina elettorale che in ricordo degli 80 anni del diritto di voto propone una scheda sull’abolizione del patriarcato, un armadietto sportivo ricoperto di insulti sessisti simbolo degli spogliatoi più tossici, diorami con scene di vita quotidiana domestica e sui mezzi pubblici che riproducono disuguaglianze di genere e asimmetrie di potere. Dal futuro arriva a Milano il MUPA, il museo che racconta la società patriarcale dei nostri giorni, inaugurato da ActionAid insieme alle Bambole di Pezza, ambasciatrici di un percorso che rompe gli schemi, e al Comune di Milano negli spazi della Fabbrica del Vapore. 

Le Bambole di Pezza, le cinque componenti del gruppo rock milanese al ritorno da Sanremo spiegano che “Il patriarcato non è un concetto astratto: è qualcosa che attraversa la vita quotidiana, nei commenti, negli spazi che ti fanno sentire fuori posto, nelle aspettative su come dovresti essere. L’idea di raccontarlo dentro un museo del futuro ci colpisce perché costringe a guardarlo per quello che è: un sistema di potere che ha prodotto disuguaglianze e violenza e che deve essere superato. Per noi la musica è sempre stata anche questo: uno spazio libero, dove nessuno deve chiedere il permesso di esistere, di esprimersi o di fare rumore. Se un giorno il patriarcato finirà davvero in un museo, vorrà dire che quel cambiamento culturale sarà finalmente diventato realtà”.

Il MUPA sarà aperto dal 7 al 21 marzo, con l’unica eccezione di lunedì 9 marzo, giornata di chiusura per sostenere la partecipazione collettiva allo sciopero nazionale di Non Una di Meno. Oltre all’esposizione, il programma propone talk, workshop, laboratori, lezioni e performance, un’area Kids con eventi dedicati, tutto in collaborazione con centri antiviolenza, reti e realtà femministe. 

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