È stata assolta per legittima difesa Makka Sulaev, la ventenne processata a Torino per avere ucciso il padre con due coltellate a Nizza Monferrato il 1 marzo 2024 nel corso dell’ennesima lite in famiglia. La Corte d’Appello ha ribaltato il verdetto e cancella la condanna per omicidio a 9 anni e quattro mesi. 

“È stata fatta giustizia e questa ragazza non meritava quella sentenza di primo grado” dice il legale di Makka Sulaev, una ragazza di 18 anni di una famiglia cecena trapiantata a Nizza Monferrato, nell’astigiano, e un vissuto di violenze e abusi quotidiani. Da brivido gli audio registrati dai fratelli più piccoli e ascoltati durante il processo, urla, suppliche e botte fino al giorno in cui Makka estrae il coltello comprato per difendere sé e la madre.  

L’accusa aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado, la procura ora annuncia il ricorso in Cassazione.  

Una storia che ricorda quella di Alex Cotoia che per salvare la madre uccisa il padre violento, dopo una lunga vicenda giudiziaria, è stato infine assolto, libero di pensare al futuro come Makka che ora studia per la maturità e sogna di fare il medico.

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