HomeCinema Serie TV«Le fate ignoranti», storie d’amore dal terrazzo di Ozpetek dove tutti si...

«Le fate ignoranti», storie d’amore dal terrazzo di Ozpetek dove tutti si sentono protetti (voto 7 e 1/2)- Corriere.it

Devi leggere

di Maurizio Porro

Dopo oltre 20 anni dal film, gli otto episodi della serie su Disney+ mettono in scena il racconto di una libera comunit, aggiornata e arricchita

Sono passati 21 anni importanti nella politica gender dal film di Ozpetek Le fate ignoranti che nel 2001 lanci la terrazza romana del quartiere Ostiense, raduno di una famiglia pronta a trasgredire ogni regola, multi culturale, linguista e sessuale. Altri tempi ma senza esagerare, il 2001 era anno di apertura verso il prossimo ed ora abbiamo abbassato le saracinesche sociali: la zattera che prima navigava tranquilla, oggi si trova nella tempesta dei venti della reazione, vedi questione aborto. Ma il regista ne ha tratto con l’abituale amico sceneggiature Gianni Romoli e l’abituale producer amica Tilde Corsi, una serie in 8 puntate molto variopinte per la piattaforma Disney, capace di certe sfacciataggini e notoriamente aperta ai temi LGBTQ+.

Gli episodi sono in parte diretti personalmente da Ozpetek e in parte dal suo storico e fedele assistente Gianluca Mazzella e arricchiti da una nuova bella sigla molto vintage, (”Buttare l’amore”), dono della sua amica Mina, nota icona gay la cui voce non poteva mancare. La poetica resta quella del regista turco in Italia: il racconto, tra mille dubbi e sfumature, malinconie e allegrie, di una libera comunit, cui ha aggiunto una coppia naturalmente omo e tolto la parte che riguardava un malato terminale di Aids. Tanto tempo passato e il men della tavolata s’ arricchito, ma restano prelibate le famose polpette e molti sono i grilli e i pappagalli parlanti; ci si sposa civilmente e si litiga incivilmente, un trans deve combattere contro le provinciali angherie della famiglia, ma nel complesso le cose sono messe meglio di ieri per i singoli, peggio per la comunit.

Per c’ qualche voce dissonante, come quella di Serra Yilmaz, non convinta che tutto questo progresso sia reale e che i nuovi matrimoni non siano solo la copia di quelli etero, mentre in giro ci sono ancora omofobi che menano di brutto. Piena di ritmo e battibecchi, suoni e rumori, penne e lacrimucce, anche di salamelecchi gay, densa di un linguaggio e di un umorismo molto tipici (a volte si rischia il manierismo), la serie funziona nella trasversalit delle sue opzioni, da quelle predominanti sentimentali, fino alle altre, per non sembrare completamente fuori dal mondo reale. Rischio che comunque corre, cos come lo correva anche il film, primo successo di Ozpetek con Buy e Accorsi.

L’avvio segue quello delle altre Fate, ed sempre stata la parte un poco inverosimile del racconto: il protagonista Michele, l’intenso Eduardo Scarpetta, ultimo rappresentante della gloriosissima famiglia d’arte che unisce la sua famiglia ai De Filippo, incontra in libreria, dove si contende un libro delle poesie del turco Nazim Hikmet, il bellone sposato Luca Argentero, subito disponibile. Infatti nasce una relazione, nonostante la moglie in attesa non solo temporale, proprio incinta: bravissima Cristiana Capotondi, perfetta anche nella metamorfosi seguente e nella raccolta delle figurine dei dubbi esistenziali. Ma un amore breve quello omo del marito, causa un incidente di moto, anche se Michele, che dipinge scene al teatro dell’Opera, fa in tempo a presentare la sua conquista alla pettegola tavolata che accoglie con qualche sospetto il transfuga etero, pur ammirando la preda. Dalla sua morte (ma ogni tanto riappare come buon fantasma) si apre il girotondo gossip, prima gli equivoci, poi quando finalmente la moglie prende coscienza che il marito aveva un amante masculo, inizia il dubbio se unirsi a quel gruppo folk perch in fondo, ed un misterioso sentimento reciproco, la donna sente una strana attrazione per il suo rivale and friends alla De Filippi.

Qui il racconto diventa frastagliato, stop and go nel mezzo di tutti quegli amici che si radunano a tavola e vivono nello stesso fabbricone, addirittura con tre attempate Grazie, le tre Marie che presso l’ingresso fanno il coro pettegolo su chi entra e chi esce dal palazzo (c’erano anche nel film ma all’ultimo furono tagliate). Quindi tutto un bisbiglio gentile di rivalit, gelosie, dolcezze, rimorsi, rimpianti (un impasto come le polpette): prima litigano per gelosia le due donne (perfette Ambra Angiolini e Anna Ferzetti) poi i due ragazzi (fra cui Filippo Scicchitano che meriterebbe belle occasioni come questa) trovano il coraggio civile di sposarsi con famiglie e amici esultanti, mentre soffre per amore Paola Minaccioni, grandiosa nella sua banale solitudine, ma anche lei si sistemer grazie al trans. E arriva, dulcis in fundo, da Istanbul il nipotino di Serra, il macho Burak Deniz che si innamora platonicamente ma anche no della Capotondi e se la porta sul Bosforo in una vacanzina romantica che alla fine rischia un amplesso.

Attori molto bravi, a cominciare da Scarpetta che pure non ha le phisique du role avendo nel DNA le farse del bisnonno, ma riempie il personaggio con le ombre e i sospetti di una lunga solitudine, mentre quasi inutile dire della perfezione psicosomatica di Serra, mai cos in parte, che racconta in finale di partita una dolorosa e inedita storia d’amore. Ed come sempre elegante et spiritosa Carla Signoris in Crozza, versatile e simpatica anche qui anche se un poco tenta di rovinar la festa ma, pur vintage amica di generali, alla fine la sua voce borghese s’unisce a quella dell’orgoglio pride. Certo, tutto nel film parla di Ferzan e delle sue coordinate (ci sono i quadri da lui stesso dipinti in passato), compresa la lettura dei fondi del caff affidata all’ignara Milena Vukotic, come apparizione da ricordare quella di Elena Sofia Ricci nel gruppo delle sedotte, maritate e abbandonate. La serie, anche nelle sue inevitabili ripetizioni, sta proprio nel doppio vissuto, reale e cinematografico, del regista, del suo privilegiato terrazzo nella casa di cui tutti si sentono protetti, hanno le chiavi e ciascuno fa la sua parte, accende i suoi amori e i suoi fornelli.

22 giugno 2022 (modifica il 22 giugno 2022 | 11:11)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here