“La Lega è il governo e lo vedrete con i messaggi di oggi e domani, sono una cosa sola. Si mettano l’anima in pace Conte e Schlein. La Lega è garanzia che il governo avrà vita lunga ed è il collante del governo“. Lo ha detto il segretario del partito, Matteo Salvini, aprendo il congresso a Firenze: “Un congresso bello, ricco e unitario non perché c’è un solo candidato ma perché ci sono donne e uomini che da tutta Italia oggi costruiranno la storia futura del nostro paese. È il primo congresso nazionale“, sottolinea il segretario, “e quindi benvenuti ai fratelli veneti, lombardi e piemontesi e benvenuti per la prima volta in un congresso della Lega ai fratelli siciliani, pugliesi, romani e di tutte le regioni d’Italia”.

“La Lega è nata per proteggere e per difendere, ovviamente da qua uscirà quella che è la nostra azione politica nei comuni, nelle province, nelle regioni, al governo, in Europa, per proteggere e difendere i confini, per proteggere e difendere i risparmi, la casa, il lavoro, le pensioni, il futuro dei nostri figli”, ha rivendicato il segretario.

Poi un attacco piuttosto esplicito alla piazza contro il riarmo del Movimento 5 stelle: “Questo è un congresso contro ogni tipo di guerra e di conflitto, contro le guerre militari, contro le guerre commerciali, e noi vogliamo proporre un futuro diverso, che non significa sfilare in piazza con le idee confuse e le bandiere rosse sventolanti. Non sarà un congresso contro qualcuno. Non siamo contro, contro l’Europa, contro gli stranieri, contro le diversità, anzi, noi siamo il movimento politico che adora, tutela e difende le diversità, perché il buon Dio ci ha fatto diversi e grazie a Dio, non siamo tutti uguali. Ascolterò le proposte e le idee di Italia e di Lega che sarà. Vi auguro due giorni intensi con l’orgoglio che questo non è un congresso di partito. La Lega non è un partito ma una comunità e una famiglia”.

 

Musk in videocollegamento: “Difficile tagliare la burocrazia, ci attaccano su tutto”

“È difficile tagliare la burocrazia e le spese dello Stato perché c’è un’opposizione molto forte, anche quando si tagliano cose che non hanno senso di essere. Qualunque cosa facciamo viene postata sul web e sull’account di X per essere più trasparenti, però comunque veniamo accusati di qualsiasi cosa. Nonostante facciamo dei tagli ci attaccano” ha detto Elon Musk in videocollegamento al Congresso federale della Lega, rispondendo alle domande di Matteo Salvini.

 

E i capigruppo chiedono: “Matteo torni al Viminale”

Attraverso i capigruppo parlamentari, arriva la richiesta che Matteo Salvini torni al Viminale. E la proposta viene accolta dalla platea con un applauso e tutti in piedi (resta seduto Salvini, in prima fila). A chiederlo per primo, è stato Riccardo Molinari, presidente dei deputati leghisti: “Credo che il Congresso debba chiedere a Matteo Salvini il sacrificio di chiedere nuovamente, per la Lega, quella posizione e Salvini, uscito indenne da un processo ingiusto, è il migliore garante della sicurezza del nostro Paese”. Massimiliano Romeo, suo omologo al Senato, ha ribadito: “Noi dobbiamo a tutti i costi seguirla questa strada”.

 

Romeo: “Le Regioni governate da Lega devono restare alla Lega”

“Condivido la massima lealtà della coalizione, Meloni sta facendo bene, il centrodestra deve essere unito pur con delle differenze perché non siamo un partito unico, ma un certo punto un ragionamento con la Meloni dovremo proporlo: le Regioni dove governa la Lega devono restare alla Lega, tutte le Regioni, Lombardia compresa” ha scandito dal palco Romeo.

 

Completare l’autonomia differenziata, poi Stato federale

“Io credo che la priorità della Lega in questa legislatura sia portare a termine il percorso dell’autonomia differenziata” chiede il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, nel suo intervento al congresso. “Entro la fine della legislatura” dobbiamo trasferire le competenze alle Regioni che ne hanno fatto richiesta, ha aggiunto il presidente dei deputati leghisti, è “coerente con il voto parlamentare e con i referendum di Lombardia e Veneto del 2017”. “Ottenuto l’autonomia” ha proseguito Molinari, “dobbiamo trasformare l’Italia in uno Stato federale vero. Intensificare i rapporti delle Regioni per macroaree, il sogno di Cattaneo e di Miglio”.

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