“Le nuove informazioni aiuteranno a migliorare i sistemi di gestione e conservazione”. Così Franco Claretti, direttore del settore lombardo del parco nazionale dello Stelvio, commentando la cattura e il rilascio (dopo le analisi e le misurazioni) di una lupa di due anni a cui è stato messo un radiocollare. L’esemplare è stato catturato nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile in alta Valcamonica e si tratta con buona probabilità di un helper, un giovane che rimane con il branco di origine in veste di aiutante. Secondo gli esperti il branco sarebbe quello del “Tonale”. Finora gli esemplari erano stati monitorati, attraverso raccolta ed analisi di campioni organici, studio del dna dopo le predazioni o fototrappole. 

Nelle prossime settimane, la campagna di cattura del lupo nel parco continuerà. “Riuscire a catturare i lupi e dotarli di radiocollare – spiega Luca Pedrotti, coordinatore scientifico del parco nazionale dello Stelvio – garantisce un livello di conoscenza ulteriore, fornendo informazioni relative al comportamento spaziale, predatorio e sociale di questi animali e quindi avere informazioni importanti sull’utilizzo del territorio e sulla quantità e selezione di prede che questa specie è in grado di fare”. 

 

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