Di fianco al passeggino, due scarpine. Poco distante, un paio di ciabatte. La strada sterrata costeggia un laghetto artificiale tra Canda e Castelgugliemo: da lì, alle 14, un passante ha lanciato l’allarme. In acqua una donna di circa 40 anni e il figlio di un anno. Inutili, i tentativi di rianimarli.

Il posto dista una ventina di chilometri da Rovigo. A recuperare madre e bambino, di origini asiatiche, i sommozzatori dei vigili del fuoco. Sotto la guida del pubblico ministero, i carabinieri hanno raccolto reperti e analizzato la zona per carcare di ricostruire quanto accaduto. Sui corpi nessun segno evidente di violenza. Servirà dunque l’autopsia per avere risposte.

Tutte le ipotesi, al momento, rimangono aperte, ma rispetto a una tragica fatalità, appare più probabile un gesto estremo compiuto dalla donna. Circa un’ora prima della scoperta, racconta il padre, un altro passante l’aveva notata davanti al laghetto, ferma.

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