Con l’arrivo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel salone dei Corazzieri è iniziata al Quirinale la cerimonia per la Festa della Repubblica. 

Con il capo dello Stato sono presenti i presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, la premier Giorgia Meloni, il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, accompagnati dalle rispettive consorti.

Quest’anno il concerto per gli ambasciatori in Italia verrà eseguito dall’orchestra del teatro San Carlo di Napoli diretta dal maestro Riccardo Frizza. Nel programma arie di Cimarosa, Rossini, Mozart.

Il Presidente della Repubblica ha pronunciato un discorso in cui ha sottolineato l’importanza della pace. Ha ricordato che la stessa Repubblica Italiana nasce da una scelta di pace e rifiuto della guerra, esigenza imprescindibile subito dopo la devastante esperienza della Seconda  Guerra Mondiale.

In questo contesto, ha rinnovato il sostegno a Kiev: “Il pensiero è rivolto all’Ucraina che da più di tre anni sta opponendo una strenua resistenza all’aggressione della Federazione Russa. Nel confermare il nostro fermo e convinto sostegno a Kiev, continuiamo  a lavorare perché si possa giungere a una pace che sia giusta, complessiva e duratura”, ha detto Mattarella.

Il Capo dello Stato ha poi rivolto lo sguardo ai fatti che stanno accadendo in Medio Oriente. Pur riconoscendo il diritto inalienabile allo Stato di Israele di difendersi e dichiarandosi molto preoccupato per le manifestazioni di antisemitismo che si riaffacciano nel Mondo, ha aggiunto che “l’occupazione illegale di territori di  un altro paese non può essere presentata come misura di sicurezza: si rischia di inoltrarsi sul terreno della volontà di dominio della barbarie nella vita internazionale”. “I palestinesi hanno diritto al loro focolare entro confini certi”, ha sottolineato il Presidente, auspicando che Israele apra subito le vie di accesso degli aiuti internazionali a Gaza.

“L’ordine mondiale che abbiamo conosciuto per decenni appare compromesso. Le regole sono destinate a evolvere ma un quadro di riferimento, un ordine globale, basato sul rispetto e sul riconoscimento reciproco, è essenziale per scongiurare i conflitti e destinare, così, forze e risorse ad affrontare le grandi sfide epocali di fronte alle quali si trova l’umanità e a conseguire uno sviluppo sostenibile e condiviso”. ha ammonito Sergio Mattarella. “In questa giornata di festa vorrei condividere l’auspicio che ciascuno dei nostri Paesi faccia la sua parte per restituire ai popoli del mondo un futuro di serenità, a beneficio soprattutto delle giovani generazioni”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

La musica come linguaggio universale e simbolo di unità. Nel Salone dei Corazzieri, davanti alle alte cariche dello Stato e agli ambasciatori, Mattarella ha celebrato il debutto dell’orchestra napoletana, evidenziando il ruolo del Teatro San Carlo come eccellenza culturale nei 2500 anni di storia di Napoli. 

Ha collegato la musica alla storia repubblicana, ricordando il voto del 2 giugno 1946 come momento fondativo della democrazia italiana. Il Presidente ha enfatizzato il valore della cultura nel promuovere pace, libertà e dialogo tra i popoli, soprattutto in un’epoca di sfide globali. 

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