McGregor e Hawke , fratelli in viaggio nel film firmato da Garcìa, figlio dello scrittore Marquez- Corriere.it

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di Francesca Scorcucchi

I due attori nel film «Raymond & Ray»: Raymond (Ewan McGregor) è un uomo posato, che vive una vita tranquilla nonostante due divorzi. Ray (Hawke), al contrario, non nasconde il rancore.

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Raymond & Ray (in arrivo su Apple Tv+ dal 21 ottobre con anteprima alla Festa del Cinema di Roma), ovvero il viaggio nei sentimenti di due fratelli accomunati dal rancore nei confronti di un padre distante e violento. A interpretare i due protagonisti sono Ewan McGregor e Ethan Hawke che non avevano mai lavorato sullo stesso set. A favorire l’incontro è stato il regista e sceneggiatore del film, Rodrigo García che in passato ha quasi sempre raccontato le donne con Le cose che so di lei, 9 vite da donna, Albert Nobbs.

García è figlio dello scrittore Gabriel García Márquez e in questo racconto di rapporti padre-figlio viene da chiedergli se ha attinto alla propria esperienza personale. «Non in senso letterale, mio padre non era certo un mostro, ma la gente tende a chiedermi quanto lui abbia influenzato la mia personalità e rispondo che è qualcosa che succede a tutti. Non importa se sei figlio di uno scrittore premio Nobel o di un taxista, l’influenza di un genitore è sempre enorme. Quindi, anche se nel film non c’è nulla di reale del rapporto con mio padre c’è quell’influenza, quella presenza di un padre e di un figlio nelle proprie rispettive vite».

Quando un padre chiama due figli con lo stesso nome per non correre il rischio di confonderli quest’influenza non può che essere nefasta.
Raymond & Ray è il racconto del viaggio intrapreso dai due protagonisti per raggiungere il luogo del funerale dell’odiato genitore.

Raymond, interpretato da Ewan McGregor è un uomo posato, che vive una vita tranquilla nonostante due divorzi. Sembra aver perdonato. Ray (Hawke), al contrario, non nasconde il rancore. La sua carriera di musicista è stata mortificata dall’ingombrante parente. «Il padre ha distrutto l’autostima di Ray, la sua creatività attraverso la musica — dice Hawke —. Ray ha talento ma non è capace ad esprimerlo per i danni che ha fatto suo padre. Alla fine le cose cambieranno, ma questo non è un film sul perdono». È senz’altro un film sulla crescita personale: «Ho trovato molto toccante la mia ultima battuta che dice che in fondo non lo conoscevamo. Raymond e Ray hanno visto solo un aspetto del loro genitore, ci sono altre persone entrate nella sua vita che hanno avuto una relazione più positiva con lui. Credo sia un po’ vero per tutti gli esseri umani. Ricordo il funerale di mio nonno. Mia madre diceva che ascoltando tutte le persone che parlavano di lui e che raccontavano altri lati della personalità di mio nonno, si era resa conto di conoscere suo padre solo in parte».

McGregor invece preferisce non raccontare troppo a fondo le proprie esperienze personali. «Oggi non è più possibile farlo. Qualsiasi cosa dici, poi magari viene ripresa e distorta sul web»

«I familiari — riprende Hawke — ci sembrano spesso una sorta di ostacolo alla vita, un contrattempo, ma poi ci si parano davanti e ci fanno capire che sono proprio loro la nostra vita. Che fanno parte di noi. Gente che sa da dove vieni e chi sei senza bisogno di spiegare o di fingere. È il potere della famiglia».

6 ottobre 2022 (modifica il 6 ottobre 2022 | 20:37)

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