La megattera soprannominata “Timmy”, da giorni in difficoltà nel Mar Baltico, è di nuovo bloccata nelle acque basse davanti all’isola di Poel, nella baia di Wismar, e i soccorritori hanno deciso di fermare gli interventi attivi. È l’ultima tappa di un’odissea iniziata a fine marzo lungo la costa tedesca, e che ha visto il cetaceo incagliarsi più volte. Le speranze suscitate nei giorni scorsi, quando l’animale era riuscito a rimettersi autonomamente in movimento, sembrano affievolirsi drasticamente.
Il coordinatore scientifico dei soccorsi, Burkard Baschek del Deutsches Meeresmuseum, ha spiegato che l’animale – un esemplare lungo circa 13,5 metri – mostra una reattività minima e una respirazione irregolare: “Non è un’attività che ci dà speranza”. Baschek ha aggiunto che tentativi più incisivi di riportarla al largo rischierebbero di trasformarsi in “crudeltà verso l’animale”.
Il ministro dell’Ambiente del Land Mecklenburg-Vorpommern, Till Backhaus, ha confermato la scelta di interrompere le operazioni dirette e di garantire “massima quiete e rispetto”, istituendo una zona di interdizione attorno al cetaceo.
Anche Greenpeace, presente sul posto con propri mezzi, ha parlato di una situazione ormai compromessa. Il biologo marino Thilo Maack ha sottolineato che la megattera è “fortemente indebolita” e ha bisogno di riposo.
Le tappe della vicenda
Dopo essere stata avvistata nella notte tra il 22 e il 23 marzo vicino a Lubecca, Timmy si è arenata per la prima volta a Timmendorfer Strand, dove è stata liberata anche con l’uso di mezzi meccanici che hanno dragato un canale verso acque più profonde.
Tornata temporaneamente in mare aperto, ha però proseguito verso est, entrando nella baia di Wismar. Qui si è incagliata più volte negli ultimi giorni, riuscendo a liberarsi per brevi periodi per poi tornare nelle acque basse.
Il 31 marzo le autorità segnalavano ancora una possibilità di uscita autonoma; il giorno successivo, con l’ennesimo blocco davanti a Poel e il peggioramento delle condizioni, è arrivata la decisione di fermare i soccorsi attivi.
Le cause
Il Mar Baltico rappresenta un ambiente ostile per una megattera. La bassa salinità può causare problemi alla pelle – condizione che, nelle prime fasi dell’intervento, aveva spinto i soccorritori a escludere l’applicazione di un tag satellitare per il tracciamento – mentre i fondali poco profondi aumentano il rischio di incaglio. A questo si aggiunge la distanza dalla rotta naturale: per raggiungere il Mare del Nord e poi l’Oceano Atlantico, l’animale dovrebbe percorrere centinaia di chilometri in un contesto non adatto alla specie.
Resta incerta la causa dell’ingresso di Timmy nel Baltico. Le ipotesi più diffuse parlano di un inseguimento di banchi di pesce o di disorientamento durante la migrazione. Alcuni esperti citano anche possibili fattori acustici. Alcune fonti di stampa riferiscono inoltre che l’animale potrebbe essere rimasto impigliato in reti da pesca, circostanza che avrebbe contribuito allo stato di stress e disorientamento. Greenpeace ha inserito il caso in un quadro più ampio, sostenendo che la vicenda riflette lo stato degli oceani, segnati da inquinamento, sfruttamento e pressione antropica.