Con l’arrivo della bella stagione e delle prime esposizioni al sole, torna centrale la prevenzione del melanoma e degli altri tumori della pelle. Tuttavia, “difendersi dai raggi ultravioletti non significa solo applicare la crema solare, ma adottare una vera e propria strategia in tre mosse“. A dirlo è Giovanni Pellacani, presidente di Sidemast – Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse.
1. Coprirsi
“La prima regola è coprirsi – raccomanda Pellacani -. Indossare abiti leggeri ma protettivi – come pantaloni lunghi, camicie a maniche lunghe, di qualsiasi colore purché leggeri e fresci, cappelli a falda larga e occhiali da sole – aiuta a ridurre in modo significativo l’esposizione ai raggi Uv. Vale anche in città: meno pelle esposta significa meno danni nel tempo”.
2. Crema solare sì, ma nel modo giusto
“La seconda mossa – spiega – è usare la crema solare, ma nel modo corretto. Va applicata sulle zone più esposte, come viso, dorso delle mani e décolleté anche quando si è vestiti, in città, e ovviamente quando si è al mare per proteggere non solo dal rischio di tumori cutanei, ma anche dall’invecchiamento precoce della pelle”.
3. Attenzione al tempo trascorso al sole
Infine, è “fondamentale limitare il tempo trascorso al sole. La crema, infatti, non è uno scudo totale – avverte il presidente dei dermatologi italiani -. Soprattutto in condizioni di forte irraggiamento – ad esempio al mare o in barca – l’esposizione va ridotta e adattata al proprio fototipo: chi ha la pelle chiara dovrebbe esporsi solo nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, mentre chi ha la pelle più scura può tollerare qualcosa in più, ma senza mai restare sotto il sole per otto ore consecutive, anche con la crema”. Questa strategia, secondo Pellacani “è essenziale perché il più importante fattore di rischio per i tumori cutanei, melanoma compreso, è stato identificato nell’esposizione ai raggi UV sia in rapporto alle dosi assorbite sia al tipo di esposizione”.
La crema solare non basta
La Fondazione Melanoma lancia la nuova campagna di sensibilizzazione “Vestiti di Prevenzione”, mirata a scardinare i falsi miti sull’esposizione solare e a promuovere l’abbigliamento come primo, vero dispositivo di protezione individuale. Senza naturalmente dimenticare creme e filtri solari ad alto indice di difesa, che però da soli non bastano come dimostrato da tre studi internazionali pubblicati uno da Cancer Research, il secondo e il terzo sulle riviste Cancer e Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention.
Il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo
Il messaggio della Fondazione Melanoma arriva in un momento critico: il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo e, in Italia, i casi sono più che raddoppiati in 20 anni, passando da 6.000 nel 2004 a circa 15.000 l’anno. “Sebbene l’invecchiamento della popolazione giochi un ruolo importante, quasi 9 casi su 10 sono legati all’eccessiva esposizione ai raggi UV”, spiega Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus. “Scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma” chiarisce l’esperto.
La diagnosi
Una recente analisi della Cancer Research UK, organizzazione benefica britannica dedicata alla ricerca sul cancro, mostra una netta differenza di genere sul rischio melanoma. Negli uomini, due melanomi su cinque (circa il 40%) vengono diagnosticati sul dorso (schiena, petto e addome), mentre nelle donne più di un terzo dei casi (35%) si manifesta sulle gambe. “Queste variazioni riflettono – specifica Ascierto – i diversi comportamenti stagionali: la tendenza maschile a stare a torso nudo all’aperto e quella femminile a indossare gonne e pantaloncini che espongono gli arti inferiori”. A rafforzare l’appello della Fondazione Melanoma sono i ricercatori della McGill University, che mettono in guardia contro il pericoloso “paradosso della crema solare”, un fenomeno per cui l’uso dei filtri protettivi fornirebbe un falso senso di sicurezza, portando le persone a esporsi al sole in modo più pericoloso.
