Tommaso Paradiso ha il ‘Toscana virus’. Il cantautore romano è stato costretto a rinunciare a due appuntamento estivi a causa di un’infezione trasmessa dalla puntura di pappatacio. A raccontarlo è stato lo stesso cantautore romano attraverso i social, spiegando di essere ora in fase di recupero.

“Una decina di giorni fa un pappatacio ha deciso di pungermi trasmettendomi il Toscana virus. Sono in via di guarigione ma non ancora al massimo”, ha scritto il cantautore sulle Instagram stories. “Ci vediamo prestissimo, vi abbraccio”, ha scritto infine salutando i fan.

Che cos’è il Toscana Virus

“Il caso di Tommaso Paradiso ha riportato l’attenzione su un virus trasmesso dalla puntura dei pappataci, presente da anni in Italia e soprattutto nell’area mediterranea”. Cosa dobbiamo sapere sul Toscana virus? Lo spiega in un post su X Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale  policlinico San Martino di Genova. 

“Nella maggior parte dei casi  l’infezione è lieve o asintomatica. Più raramente può coinvolgere il sistema nervoso e provocare meningite, encefalite o meningoencefalite. In Italia, tra il 2016 e il 2023, sono stati notificati 607 casi neuroinvasivi”.

La diagnosi, continua l’infettivologo, “è importante perché i sintomi possono essere facilmente confusi con quelli di altre infezioni”. E,  ricorda, “non esiste ancora un vaccino né una terapia antivirale specifica. La prevenzione? Evitare le punture dei pappataci – conclude – con repellenti, abiti che coprano la pelle e zanzariere a maglia fine”.

Casi in aumento

Sono in aumento negli ultimi anni i casi di Toscana virus in Italia. Lo segnala un aggiornamento dell’Istituto superiore di sanità, dopo la segnalazione del cantautore Tommaso Paradiso, costretto a rinunciare a due appuntamenti per colpa della puntura di un pappatacio. 

“Nel 2025 sono stati registrati dalla sorveglianza coordinata dall’Iss 115 casi autoctoni e uno importato, mentre nel 2024 sono stati 238 autoctoni e 503 importati. Uno studio ha analizzato i casi di infezione grave neuroinvasiva riportati al sistema di sorveglianza tra il 2016 e il 2023, che sono stati 607”, riferisce l’Istituto.

“Nello stesso periodo si sono verificati anche due decessi riconducibili all’infezione. Quasi la metà, 276, è stata notificata nel biennio 2022-2023, con un tasso di incidenza molto più alto per questo periodo rispetto a quello precedente. Per quanto riguarda la stagionalità del virus, i casi si verificano di solito da maggio a novembre con un picco nel mese di agosto. Dei 607 casi, circa il 70% si è verificato in maschi. Tra il 2020 e il 2023, anni in cui sono disponibili i dettagli clinici, dei 372 casi di infezione neuro-invasiva il 17,8% presentava meningo-encefalite, il 32,5% encefalite, il 48,1% meningite, l’1,1% polineuropatia e lo 0,5% meningite e polineuropatia”, continua l’Iss.Stagioni caratterizzate da condizioni climatiche estreme/anomale sono associate alla frequenza con cui si presenta la malattia. 

“Le stagioni con il maggior numero di casi (2018, 2022, 2023) sono state caratterizzate da forti anomalie nelle temperature, con il 2018 che ha visto temperature superiori alla media in primavera ed estate, soprattutto nelle regioni del nord, e il 2022 che è risultato l’anno più caldo dal 1961”, puntualizza l’Iss.

Come difendersi

 “Per il momento il principale strumento preventivo contro la diffusione delle arbovirosi è la riduzione dell’esposizione ai vettori durante il periodo favorevole alla trasmissione (maggio-ottobre)”, ricordano dall’Iss.

E’ consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che possano riprodursi facilmente: usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe, quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto; usando delle zanzariere alle finestre e soggiornando in ambienti climatizzati.

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