“È pericoloso mettersi in mare, in particolare salpando dalle coste di Libia e Tunisia”. L’allerta meteo di Mediterranea Saving Humans è stata lanciata attraverso tutti i suoi canali social, segnalando la pesante perturbazione che sta investendo da oggi e fino al 19 marzo l’area del Mediterraneo centrale, con forti venti di burrasca e onde che raggiungono già oggi i sei metri di altezza.

Dalla scorsa settimana Mediterranea è di nuovo attiva in mare con la barca a vela Safira, con base di partenza a Lampedusa ed è costretta in questi giorni a restare in porto. Sull’isola ha sbarcato sabato mattina 40 persone soccorse mentre si trovavano su un gommone che stava affondando, mentre nel pomeriggio al largo si è registrato un naufragio con un bambino proveniente dalla Sierra Leone che risulta disperso. 

Il naufragio di sabato 14 marzo

Una barca con migranti è naufragata nel tardo pomeriggio di sabato 14 marzo al largo di Lampedusa e un bambino, originario della Sierra Leone, è disperso. I militari della motovedetta Cp327 della guardia costiera sono riusciti a salvare 64 persone, fra cui 14 donne e 10 minori: anche loro, come il piccolo disperso, erano caduti in mare. Nonostante le ricerche nell’area dove il natante di 9 metri è colato a picco, del bimbo non è stata trovata traccia. La madre del disperso è stata sbarcata, con gli altri 63 compagni di viaggio, durante la notte, e ora si trova nell’hotspot di Lampedusa. Le ricerche del sono ancora in corso con la motovedetta Cp 271e con il velivolo Manta della guardia costiera.

Sulla barchino di ferro c’erano persone originarie di Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Guinea e Sierra Leone. I superstiti hanno raccontato di aver pagato per la traversata 300 euro e hanno detto di volere restare in Italia.

Sea Watch 5 soccorre altri 40 migranti, 9 casi medici evacuati a Lampedusa

La barca Sea Watch 5, dopo che ieri aveva soccorso 54 persone, nelle scorse ore ne ha tratto in salvo altre 40, nel Mediterraneo centrale. Stamattina 9 di loro, i casi medici più gravi, sono stati fatti sbarcare a Lampedusa d’emergenza. Tra loro vi è una bambina in condizioni critiche, “era in severa ipotermia – spiega la Sea Watch – abbiamo temuto per la sua vita. La guardia costiera così li ha evacuati a Lampedusa”. La nave si trova adesso nelle vicinanze del porto dell’isola.

Il porto assegnato dalle autorità italiane per lo sbarco è quello di Marina di Carrara. “Le autorità italiane ci impongono una lunga ed estenuante navigazione verso Marina di Carrara – conclude la ong – quattro giorni di viaggio per persone stremate, che hanno bisogno di assistenza medica a terra. Chiediamo un porto più vicino per non ledere i diritti di chi già ha sofferto troppo”.

 

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