Nato a Panama il 3 aprile 1956 Miguel Bosé, cantante e attore italo spagnolo, compie 70 anni. 21 album, ruoli in oltre 35 film, uno show televisivo e il lavoro come regista teatrale, Bosé è stato uno degli artisti più amati nel corso degli anni ’70 e ’80. 

Picasso ed Ernest Hemingway erano tra gli amici di famiglia e l’artista è cresciuto con forti influenze artistiche, sempre in viaggio verso Milano, New York, Londra, Parigi e Madrid. Ma le radici non sono state solo un privilegio: nel libro autobiografico del 2021, Bosè ha scritto dichiarazioni shock, raccontando la propria infanzia con genitori molto ingombranti: la madre Lucia Bosé e il padre, il torero Dominguín, definito come autoritario e maschilista.

 

La carriera

Il debutto cinematografico fu a 15 anni e quello da cantante a 21 anni. Tra il 1977 e il 1982, registrò diversi album per la CBS e, nel 1985 il primo grande successo, con “Bandido”. 

Con l’album “Miguel”, il cantante segnò un punto di svolta nel proprio percorso creativo, grazie a canzoni come “Te amaré” e di quel periodo furono i trionfi dei tour in Spagna, Italia, Francia e America Latina, con spettacoli grandiosi e la vendita di milioni di copie dei suoi dischi. Gli anni ’90 e la fine del secolo arrivarono trasformazioni e Miguel tramutò “Los chicos no lloran” (1990) da esperimento scherzoso personale ad un clamoroso successo commerciale. 

Alternando alla scena musicale quella cinematografica, Bosé lavorò in film come “La reina Margot” e “Tacones Lejanos” di Pedro Almodóvar. Nel 1993, la sua musica si arricchì di una vena politica con l’album “Bajo El Signo de Cain”, suo primo disco di platino, dove affronta temi come i disordini della Jugoslavia, le preoccupazioni ecologiche e gli aspetti della sua notorietà.

Nel 2007, Miguel, in “Papito” trasforma quattordici canzoni del suo passato e aggiunge due brani di altri artisti ricantati in duetto: con Mina “Agua y Sal” e con Noa “La Vida Es Bella”. 

In Italia, “Papito” è risultato il disco internazionale più venduto del 2007, con oltre 250.000 copie. L’album è stato un successo mondiale: 5 dischi di platino in Spagna, 4 dischi di Platino in Messico, 3 dischi di Platino in Colombia, 2 dischi di Platino in Italia; Venezuela e Cile, disco di Platino in Argentina ed Ecuador e disco d’Oro negli Stati Uniti, per un totale di oltre 2.000.000 di copie vendute

Con “Papito”, Miguel in Spagna ha vinto tre “Premio del la música”, il “Premio disco del año 2007”, l’“Amigo Award” e due “Ondas Awards”. 

Miguel Bosé (gettyimages)

Covid

Durante la pandemia, Bosé è stato alla ribalta non per la sua musica, ma per le sue tesi negazioniste e controcorrente su Covid e vaccini. Il cantante definì il Covid una “grande menzogna” sostenendo che fosse un complotto creato dai miliardari. Si oppose all’uso delle mascherine e nonostante le analisi dichiarassero che Lucia Bosè fosse positiva al Covid al momento della morte, Miguel sostenne fermamente che la madre non fosse morta a causa del virus.

La fiction su di lui

Su di lui, anche una fiction: “Bosé”, un viaggio nella vita dell’artista, che si focalizza sia sulla sua crescita personale e sul rapporto conflittuale con il padre, sia su quella professionale e le ripercussioni emotive della stessa.

Nella fiction, accanto al ritratto del protagonista, anche il racconto di sua madre Lucia, attrice di fama e donna forte che ha sempre creduto nel talento del proprio figlio. Il divorzio dell’attrice da Luis Miguel Dominguin sotto il regime di Franco, fece fatto scandalo ma questo non influì negativamente sulla sua figura.

Relazioni sentimentali

Riguardo alla vita sentimentale di Bosé, dopo una relazione con l’attrice e conduttrice Ana Obregon, il cantante si dichiarò omosessuale. Importante la sua relazione con lo scultore spagnolo Nacho Palau, durata 26 anni e conclusasi nel 2018 con una separazione burrascosa che ha coinvolto anche i quattro figli cresciuti dalla coppia, nati tramite maternità surrogata.

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