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Mihajlovic e la leucemia, la malattia torna a colpire nel 50% dei casi: le terapie per curarla

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Sinisa Mihajlovic si deve fermare di nuovo per seguire una terapia e dalla prossima settimana sarà ricoverato. «La mia ripresa dopo il trapianto è stata ottima, ma purtroppo queste malattie sono subdole e bastarde» ha detto l’allenatore serbo, che nel 2019 aveva rivelato di essere affetto da leucemia mieloide acuta e dopo vari cicli di chemioterapia si era sottoposto a un trapianto di midollo osseo. L’ottima risposta all’intervento gli aveva consentito di tornare sulla panchina del Bologna, fino all’annuncio del 26 marzo quando è arrivato un nuovo stop a causa della malattia.

Leucemia mieloide, nel 50% dei casi la malattia si ripresenta

La leucemia mieloide è una malattia con alti tassi di recidiva: a seguito del trapianto di midollo osseo la patologia torna a colpire quasi la metà dei pazienti. Tuttavia le possibilità di sopravvivenza aumentano quando il tumore si ripresenta dopo un tempo lungo dall’intervento, perchè significa che l’organismo del paziente è riuscito a rispondere, anche se ora i nuovi linfociti prodotti dal midollo ricevuto con il trapianto non riescono più a combattere il tumore, che torna ad attaccare. Nel caso dell’allenatore, sono passati 2 anni e mezzo. Le terapie possibili vengono valutate sulla base del caso specifico e sono principalmente due: l’utilizzo di farmaci, in cui la ricerca ha fatto numerosi passi avanti negli ultimi anni, o l’infusione di nuovi linfociti del donatore per rafforzare la risposta. Inoltre, non può essere esclusa anche la possibilità di un secondo trapianto.

 

 

Cosa è la patologia di Mihajlovic e cosa comporta

La leucemia mieloide acuta è un tumore del sangue causato dalla moltiplicazione incontrollata delle cellule nel midollo osseo. Si tratta di una patologia estremamente aggressiva, che colpisce con maggior probabilità gli uomini sopra i 60 anni, sebbene possa insorgere anche nei bambini. È la seconda leucemia più diffusa (rappresenta circa il 26% del totale) e si stima che in Italia colpisca ogni anno  circa 2.100 persone. 

Leucemia mieloide acuta, tasso di sopravvivenza 

Ad oggi si considera che generalmente circa 20 pazienti ogni 100 sopravviveranno a 5 anni o più dopo la diagnosi. Questo dato però non riesce a tenere conto dei progressi che la ricerca ha fatto in termini di nuove terapie, nè delle differenze di risposta legate al singolo paziente, che dipendono da diversi fattori, tra cui le caratteristiche biologiche della malattia, i sottotipi e, in particolare, l’età di un paziente. 

 

 

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