“Siamo forti dell’innocenza di mio figlio, è quello che ci sostiene”. Lo afferma Giuseppe Sempio, il padre di Andrea nell’intervista al Tg1. 

“Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi, non c’entra niente. Questa è una vigliaccata. Di chi non lo so…”, aggiunge. Andrea Sempio è l’unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco della Procura di Pavia, che nelle scorse settimane gli ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini.
La difesa del 38enne è al lavoro per smontare le accuse nei suoi confronti. Entro i termini dei venti giorni dalla notifica, come annunciato dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, saranno depositate le consulenze effettuate

 

Secondo le affermazioni del padre Giuseppe al Tg1 Andrea Sempio era a casa con i genitori la mattina del 13 agosto 2007 in cui venne uccisa Chiara Poggi. 

Giuseppe Sempio definisce “una vigliaccata” la nuova indagine sul delitto di Garlasco in cui il figlio è l’unico indagato.
“Mio figlio quel giorno lì stava a casa con me – sostiene ai microfoni del telegiornale della Rai l’uomo – Guardarlo negli occhi per chiedergli se c’entra qualcosa con l’omicidio? Non c’è bisogno di guardarlo negli occhi: stava a casa sua con me. Poi ha fatto il tragitto a Vigevano e poi siamo tornati noi e abbiamo fatto questa strada qua, che ci sono le foto e tutto il resto…”. 

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Giuseppe Sempio è indagato dalla Procura di Brescia assieme all’allora procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. 

L’ipotesi, sulla base di un appunto trovato a casa dei Sempio, è che il padre di Andrea abbia corrotto Venditti per indurlo a chiedere l’archiviazione del figlio nel 2017 dall’accusa di avere ucciso Chiara Poggi a Garlasco. La chiusura di questa indagine non e’ lontana e dovrebbe arrivare nelle prossime settimane dopo il deposito di un’informativa. Sempio e Venditti hanno sempre respinto le accuse e l’interpretazione del foglietto (‘Venditti gip archivia per 20-30’) come prova della corruzione.

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Stefania Cappa denuncia il legale di Stasi e altri: “associazione a delinquere”

Nella stessa giornata arriva una nuova denuncia. “Sarà la magistratura di Milano a certificare o meno la violazione di doveri professionali e/o deontologici da parte di chi ha preso parte, a vario titolo, a questa martellante campagna denigratoria”. Lo spiega l’avvocato Antonio Marino, uno dei legali della famiglia Cappa, in relazione alle numerose querele depositate per le insinuazioni di giornalisti, blogger, youtuber e non solo, in particolare ai danni delle gemelle Paola e Stefania, mai indagate nel caso del delitto di Garlasco.
Quest’ultima, tra l’altro, ha di recente depositato una nuova denuncia e nei confronti dell’avvocato Antonio De Rensis, uno dei legali di Alberto Stasi, dell’inviato del programma “Le Iene” Alessandro Di Giuseppe e dell’ex maresciallo dei carabinieri di Pavia Francesco Marchetto. Uno dei reati ipotizzati dai legali è “associazione a delinquere finalizzata alla istigazione alla diffamazione”.
Della nuova denuncia finita sul tavolo del pm di Milano Antonio Pansa, di cui si era parlato anche nelle scorse settimane, dà conto oggi ‘il Giornale’. La denuncia, chiarisce l’avvocato Marino, “è stata presentata solamente dalla avvocatessa Stefania Cappa, nei confronti delle tre persone, avvalendosi delle risultanze di un’attività di investigazione svolta da una società investigativa appositamente ingaggiata già nell’autunno scorso. Riguarda reati procedibili a querela ed anche ipotesi di reato procedibili d’ufficio”.
Da quanto si è saputo, i legali di Stefania Cappa contesterebbero pure profili di frode e depistaggio nel procedimento. Alla nuova querela sarebbero state anche allegate trascrizioni di una registrazione di una conversazione tra Di Giuseppe e una giornalista.
Il dato “incredibile”, spiega l’avvocato Marino, “è che nonostante una manifesta estraneità dei membri della famiglia Cappa, rispetto ad ogni possibile profilo di coinvolgimento (parlo sia delle sorelle nonché della madre, nonché ancora di più del padre a più riprese qualificato come potente manovratore in grado di influenzare l’andamento e la direzione dell’indagini), sia stato alimentato con sistematica ricorrenza un quadro di sospetto assolutamente infondato, addirittura in contrasto con le già raccolte evidenze documentali e dichiarative”. 

Come emerso già ieri, l’avvocato Marino spiega: “Abbiamo chiesto l’acquisizione integrale del fascicolo relativo alle nuove indagini sul delitto di Garlasco per valutare tutte le dichiarazioni rese dalle persone che a vario titolo sono state riascoltate dai carabinieri delegati dalla procura di Pavia nonché l’esito degli accertamenti”.

Le audizioni delle gemelle Cappa

 

 

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