
La Nasa ha deciso di far rientrare anticipatamente sulla Terra l’equipaggio della missione Crew 11 a causa delle condizioni di salute di un membro della squadra. Non era mai accaduto nei 25 anni di storia della Stazione Spaziale Internazionale. Il rientro, concordato con Space X, dovrebbe avvenire il 14 gennaio.
“Nasa e SpaceX puntano al disattracco dell’Equipaggio 11 dalla Stazione Spaziale Internazionale non prima delle 17:00 ET del 14 gennaio, con l’ammaraggio al largo della California previsto per l’inizio del 15 gennaio a seconda del meteo e delle condizioni di recupero”, si legge in un post.
La missione Crew 11 è composta dai due astronauti della Nasa Zena Cardman e Mike Fincke, da Kimiya Yui della Japan Aerospace Exploration Agency e da Oleg Platonov di Roscosmos. I quattro erano partiti dal Kennedy Space Center in Florida il primo agosto e sarebbero dovuti rientrare sulla Terra dopo 6 mesi.
L’agenzia spaziale non ha fornito dettagli su chi sia il malato, ma ha chiarito che è in condizioni stazionarie e non necessità di un recupero urgente.
L’equipaggio della missione Crew 11 (Nasa)
È la prima volta che la Nasa si trova a interrompere una missione per un’emergenza sanitaria. Sull’Iss si trovano al momento in totale sette astronauti. La Nasa ha spiegato che a questo punto potrebbe essere anticipata la nuova missione.
“Il rientro di anticipato una ventina di giorni non compromette la missione e non cambia molto nell’organizzazione del lavoro sulla Iss”, ha osservato Paolo Nespoli, veterano dello spazio che ha al suo attivo tre missioni per l’Agenzia Spaziale Europea. “Probabilmente la decisione di anticipare il rientro è stata dettata da una scelta cautelativa”.
La Nasa ha dato notizia del problema di salute di un membro dell’equipaggio il 7 gennaio, annunciando contestualmente il rinvio della passeggiata spaziale prevista per il giorno successivo, la prima del 2026. Avrebbero dovuto affrontarla i due astronauti della Nasa Zena Cardman e Mike Fincke.
È plausibile che il problema di salute sia stato individuato nella visita medica che serve a dare il nulla osta all’attività extra-veicolare, ma naturalmente c’è assoluto riserbo sia sulla natura del problema di salute come sull’astronauta nel quale è stato rilevato. La Nasa si è limitata a dire che le condizioni sono stabili.
Sulla Iss “la maggior parte dei problemi medici possono essere risolti, come è avvenuto in passato, senza interrompere la missione”, ha detto Nespoli.
“In 25 anni è la prima volta che una missione spaziale viene interrotta per motivi medici. Di solito questi vengono risolti a bordo attraverso il coordinamento fra gli astronauti con un addestramento medico e sotto la guida dei medici dal centro di controllo a Terra della missione, in una sorta di telemedicina”, ha aggiunto l’ex astronauta, che nelle sue missioni aveva ricevuto un addestramento per affrontare problemi medici.
“Sulla Stazione Spaziale Internazionale c’è anche una farmacia nutrita, che comprende anche medicinali che gli astronauti americani chiamano ‘controllati’ perché il loto uso deve essere autorizzato dal medico a Terra, in una sorta di ricetta”, ha detto ancora.
Secondo il dottor James Polk, responsabile sanitario e capo medico della Nasa citato da Reuters, non si è trattato di un’emergenza a bordo della stazione, ma l’agenzia ha deciso di “agire con la massima cautela per la sicurezza dell’astronauta”. Polk ha sottolineato che in passato astronauti hanno ricevuto cure in orbita per disturbi minori, come mal di denti o problemi alle orecchie.
Iss (Nasa)
Il rientro sulla Terra
Dal momento che non si tratta di un’emergenza, verranno seguite le normali procedure: la navetta Endeavour dovrà ammarare nell’Oceano Pacifico al largo della California e, dopo il recupero con la nave, l’equipaggio dovrà essere trasportato sulla terraferma in elicottero e poi con l’aereo al Johnson Space Center della Nasa.
“È la prima volta che eseguiamo un’evacuazione medica controllata dal veicolo”, ha affermato Amit Kshatriya, amministratore associato della Nasa. “Ciò che conta per noi – ha aggiunto – è l’intero equipaggio e non vogliamo fare nulla, data la natura della condizione, che possa comportare ulteriori rischi discostandoci dalle nostre normali procedure”.
Prosegue, invece, la missione per gli altri tre astronauti nella Iss: l’americano Chris Williams e i russi Sergei Mikaev e Sergei Kud-Sverchkov, arrivati a novembre con una capsula Soyuz per una missione di circa otto mesi. Il loro rientro è previsto per l’estate.