Ci sono diversi video, di diversi esercizi commerciali, che hanno immortalato gli ultimi istanti di vita di Sara Campanella. Come emerge dal provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Messina, la ragazza, uccisa dal collega di corso, Stefano Argentino, lunedì pomeriggio all’uscita dall’università, è stata seguita dal giovane che l’ha fermata nei pressi del B&b Il Quadrifoglio.
“Le successive immagini estrapolate- scrivono i pm – inquadrano i due ragazzi all’altezza del rifornimento Q8, che prima svaniscono dietro il gabbiotto per poi ricomparire sul via Gazzi”. I due “sembrano discutere e Sara si allontana in direzione mare, in questo frangente Argentino con uno scatto la raggiunge, afferrandola da dietro. Sara tenta di divincolarsi per poi essere nuovamente raggiunta e quindi colpita. Sara Campanella riuscirà a percorrere pochi metri per poi accasciarsi nel luogo dove verrà rinvenuta”.
La mamma di Sara si affida ai social per gridare il suo dolore: “Pensava, coraggiosa, di gestire il ‘suo NO! Aiutatemi a dare voce a Sara”
“Sara non parla più, non ride più, è fredda… non c’è più colore, non c’è più il ‘nostro sole’, non c’è più la brezza del mare che tu amavi tanto, non c’è più aria… C’è solo buio e abisso. E tu sei la mia cometa e girando per l’universo te ne vai..:”. Lo scrive su Facebook Cetty Zaccaria, madre di Sara. “Noi non sapevamo che era perseguitata… lei pensava, coraggiosa, di gestire il ‘suo NO!’ Perché non era niente per lei, non stavano insieme, lei voleva solo che la lasciasse stare, voleva vivere e sognare e laurearsi”, scrive ancora la donna. “Voleva chiedere la tesi di laurea in oncologia, una ricerca sperimentale mi diceva, per poi specializzarsi e poi fare anatomia patologica, per fare le autopsie. E invece adesso l’autopsia la faranno a te, amore della mia vita”. E infine: “Bisogna sempre parlare per denunciare! Aiutatemi a dare voce a Sara”.
Il post della mamma di Sara Campanella (Facebook @Cetty Zaccaria )
02/04/2025
Il fidanzato: “Strappato un pezzo di cuore”
È distrutto Antonino Fricano, il giovane di Bagheria che da qualche mese si era fidanzato con Sara. “La nostra era una relazione iniziata qualche mese fa – dice – Non mi aveva mai detto che ci fosse qualcuno che la minacciava. Solo che le mandava messaggi. Non sembrava preoccupata“, ha raccontato ad alcuni conoscenti.
Fricano sui social esprime tutto il suo dolore. “Ciao amore mio, tutto questo non doveva succedere, non a noi due. Mi è stato tolto un pezzo del mio cuore. La mia bambina”, ha scritto. “Tenetevi sempre stretto chi vi ama – ha voluto dire – e amatelo alla follia, perché la vita può cambiare in un batter d’occhio. Amate come se fosse l’ultimo giorno, baciatevi come se fosse l’ultima volta, ma soprattutto vivetevi”.
“Stasera ti ho perso, amore mio ma ti prometto che manterrò ogni promessa che ti ho fatto. Andrò avanti per te, porterò il tuo nome in alto, perché meriti giustizia per quello che ti hanno fatto. Meriti di essere ricordata per ciò che sei stata: una ragazza educata, studiosa, gentile con tutti e, soprattutto, la persona che mi ha aperto gli occhi. Ciao, piccola mia. Ti amerò per sempre, te l’ho promesso, ricordi? Ti amo”.

Antonino Fricano (Facebook)
02/04/2025
Il racconto della testimone, si è allontanato “senza scappare”
Si è allontanato “senza scappare”, dal luogo del delitto racconta la testimone dell’omicidio di Sara. “Mentre ero in piedi in attesa dell’autobus udivo improvvisamente delle forti grida inizialmente dall’origine incomprensibile senza comprenderne il contenuto. Subito dopo vedevo nel marciapiede di fronte una ragazza di circa 20 anni, mai vista prima, provenire dalla mia destra, intenta a fuggire velocemente in preda al panico, piangendo in posizione piegata, come in evidente stato di sofferenza, che si fermava sullo stesso marcia piede all’altezza della fermata in cui mi trovavi continuando a chiedere aiuto gridando, mentre si accasciava per terra. Vedevo che subito dopo la stessa veniva raggiunta da un ragazzo di circa 23 anni con un’arma da taglio in mano”. “Raggiunta la ragazza che versava per terra ancora intenta a gridare, per poco, questi – prosegue il racconto agli inquirenti – si allontanava a piedi con la lama in mano”. A inseguire il giovane è stato il ragazzo con cui era la testimone ma non è riuscito a raggiungerlo.
Oggi l’interrogatorio di garanzia
Oggi si svolge l’interrogatorio di garanzia del 27enne Stefano Argentino, nel carcere di Gazzi di Messina . Il gip dovrà decidere se convalidare il fermo disposto dai pm ed eseguito dai militari dell’Arma, probabilmente il presunto omicida si avvarrà della facoltà di non rispondere. “Il grave quadro indiziario, già emerso e corroborato dalle dichiarazioni dei testi denota una pericolosità non comune” del giovane. È quanto hanno scritto i magistrati nel provvedimento di fermo di Argentino.
All’indagine, condotta dai carabinieri in tempo record, hanno contribuito i racconti dei testimoni dell’omicidio, che hanno subito descritto l’assassino, le immagini di videosorveglianza della zona – un’area trafficata vicina allo stadio – e i racconti delle amiche di Sara.
Le “attenzioni moleste” subite da due anni
La ragazza subiva da due anni le attenzioni moleste di Stefano che non si rassegnava a essere respinto. Le colleghe della vittima lo sapevano. E ieri Sara aveva mandato a una di loro un messaggio: “il malato mi segue”. La 22enne non ha mai sporto denuncia, forse aveva sottovalutato il pericolo, ma Stefano era fastidioso, pronto a offendersi se non riceveva attenzioni, insistente. Chi lo conosce descrive Stefano Argentino come “un ragazzo riservato e schivo”, tifoso della Juventus e appassionato di moto. Padre operaio e mamma casalinga, un fratello maggiore.