Il caso che ha scosso il Premio Strega si chiude con un verdetto burocratico: Michele Mari resta in gara. La Fondazione Bellonci, dopo giorni di silenzio e imbarazzo seguiti alle indiscrezioni pubblicate da La Repubblica su presunti insulti dello scrittore a Michela Murgia, ha chiarito che l’esclusione dell’autore o un suo eventuale ritiro non sono previsti dal regolamento. 

Secondo le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano Michele Mari avrebbe pronunciato una frase molto pesante nei confronti della scomparsa scrittrice, dicendo che: “Murgia era intransigente e violenta perché brutta, e sfogava così la sua rabbia”.

“Abbiamo creduto doveroso prendere le distanze da quelle affermazioni”, ha spiegato la Fondazione, sottolineando tuttavia che lo Strega è una competizione tra opere e che la titolarità del premio spetta ai 460 Amici della Domenica. Da qui l’invito a spegnere le polemiche: “Vorremmo che in questo momento la parola tornasse alla letteratura”.

La difesa di Michele Mari e le parole su Michela Murgia

L’autore, primo tra i finalisti, aveva rotto il silenzio smentendo fermamente la ricostruzione dei media e definendola frutto di “voci incontrollate”. 

Mari in sua difesa riguardo a Michela Murgia aveva affermato di non aver mai parlato dell’aspetto fisico di Michela Murgia, “né mai mi sarei permesso. Con Teresa Ciabatti ci siamo poi chiariti, tanto che lei stessa mi ha detto di non voler dare seguito all’episodio. Mi sono comunque scusato con lei, se qualcosa nelle mie parole poteva averla ferita; così come non volevo certo offendere Michela Murgia, ma soltanto rievocare (peraltro in un contesto privato) un lontano episodio di reciproca incomprensione”.

Nonostante il chiarimento e il verdetto della Fondazione, il mondo letterario resta diviso. La scrittrice Lidia Ravera ha espresso profonda amarezza, definendo la frase attribuita a Mari “grave come chiacchiera da bar, ancor di più come chiacchiera da pulmino carico di scrittrici e scrittori”, ricordando come Murgia, a tre anni dalla scomparsa, continui a lavorare sulle percezioni dei lettori proprio per la sua cura millimetrica nell’uso delle parole.

Condividere.
Exit mobile version