HomeSalute«Non funziona e l'ho bocciato, poi ebbi una strana telefonata»

«Non funziona e l’ho bocciato, poi ebbi una strana telefonata»

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Antonella Viola e il vaccino Sputnik, la sua verità e più di un sospetto. «Quando sul vaccino Sputnik venne pubblicato il lavoro, insieme a Enrico Bucci e ad altri colleghi a livello internazionale, scrivemmo su Lancet un commento per dire che il vaccino effettivamente non funzionava. In quei giorni, a parte che il mio telefono cominciò a dare dei seri problemi, ricevetti una telefonata molto strana, di una persona che disse di essere del ministero degli Interni, della sicurezza, non ricordo. E mi disse che voleva informazioni: voleva sapere se io sapessi di più sul vaccino Sputnik. Una strana telefonata, mi chiedeva dati».


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Lo ha rivelato per la prima volta l’immunologa dell’Università di Padova ospite di Forrest su Rai Radio1. «Cercavo di capire meglio chi fosse ma è stato molto vago. Mi disse che sarebbe venuto a trovarmi in studio ma non è mai più venuto – ha aggiunto la scienziata – Ovviamente non sarà stato qualcuno del ministero, immagino di no, però mi è rimasto il dubbio di capire chi fosse questa strana persona che si è presentata e che ha voluto sapere perché io avessi criticato il vaccino».

I CONTROLLI – «Il vaccino Sputnik» russo contro Covid-19 «è stato sottoposto a rolling review», il processo di revisione ciclica dell’Agenzia europea del farmaco Ema, «ma attualmente non ci sono attività» in corso da parte dell’ente regolatorio Ue «in quel ciclo di revisione. Oltre a questo» vaccino «non abbiamo altri prodotti russi in valutazione», e quindi in questo momento «non abbiamo contatti con le autorità russe». Lo ha spiegato, pochi giorni fa, Fergus Sweeney, responsabile Studi clinici e produzione dell’Ema.

L’OMS – «Dovevamo fare le ispezioni in Russia a partire dal 7 marzo e sono state rimandate a una data successiva», aveva spiegato Mariangela Simao, assistant Director-General dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), per l’Accesso ai farmaci e ai prodotti sanitari. Si allunga dunque l’iter di valutazione del prodotto scudo made in Russia. Le ispezioni si sarebbero dovute tenere a marzo, quindi dopo l’invasione dell’Ucraina. «L’ispezione – ha spiegato Simao – ha subìto un rinvio per via della situazione e persino della situazione relativa alle opzioni di volo, al supporto finanziario, alle carte di credito e ad altri problemi operativi. Si sta discutendo di questo con gli sviluppatori russi e la nuova data sarà fissata il prima possibile» per proseguire la valutazione di Sputnik V.

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LO STUDIO – Un recente studio aveva dimostrato che il vaccino Sputnik V dà «una forte risposta neutralizzante contro la variante Omicron». Lo studio, svolto su gruppi comparabili di sieri di individui vaccinati con 2 dosi di vaccino Sputnik V e Pfizer, mostrava quindi l’attività neutralizzante contro la variante Omicron (B.1.1.529), in confronto alla variante Wuhan di riferimento D614G (B.1), in diversi momenti temporali, fino a 6 mesi dopo la vaccinazione. Contro Omicron (B.1.1.529) il vaccino Sputnik dimostra titoli anticorpali neutralizzanti più di 2 volte superiori rispetto a 2 dosi del vaccino Pfizer (2.1 volte superiori in totale e 2.6 volte superiori a 3 mesi dopo la vaccinazione).

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