«Non merito questo premio, lo dedico alla mia ragazza che non c’è più»- Corriere.it

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Il regista napoletano, premiato da Paolo Sorrentino, ha commosso la platea che gli ha tributato una standing ovation ricordando la moglie morta di recente

«Non mi merito questo premio, ringrazio tutti e lo dedico alla mia ragazza che non c’è più: a Willye,!». Il regista Antonio Capuano
ieri sera ha commosso la platea dei David di Donatello, ritirando il premio speciale dalle mani di Paolo Sorrentino che gli ha reso omaggio nel film «È stata la mano di Dio» facendo pronunciare a Ciro Capano, attore che lo interpreta, l’ormai celebre frase «non ti disunire».

Capuano, 82 anni, regista napoletano spiazzante e divisivo, uno dei simboli del risveglio culturale di Napoli, ha ricevuto il David alla carriera da Sorrentino che proprio con lui aveva mosso i primi passi nel mondo del cinema, quando da ragazzo non sapeva ancora fare nulla. «Antonio è maestro di libertà e vitalità, che poi è l’unica cosa che conta molto più della bellezza di un film, la vitalità», ha detto Sorrentino (a sua volta vincitore per il miglior film e la miglior regia), consegnandogli la statuetta.

«Grazie a tutti, non capisco perché applaudiate, io non me lo merito. Ringrazio tutti i componenti dell’Accademia, uno a uno e il premio lo dedico alla mia ragazza che non c’è più», ha concluso Capuano, accolto da una standing ovation. Il suo pensiero è andato subito alla moglie Willye, con cui ha trascorso una vita, scomparsa un mese fa. L’aveva ricordata così in un’intervista con il Corriere
: «L’estate facevo il bagnino, i lavori del mare. C’era una ragazza olandese bellissima che adocchiavano tutti. Io attirai la sua attenzione con dei tuffi. Uscendo dall’acqua la salutai, lei mi sorrise. E’ mia moglie. E’ un tasto che mi commuove».

4 maggio 2022 (modifica il 4 maggio 2022 | 11:21)

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